“2020, il grande inganno”: ecco come il cinema immaginava il nuovo anno nel 1989

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“2020, il grande inganno”: ecco come il cinema immaginava il nuovo anno nel 1989

| 02/01/2020
“2020, il grande inganno”: ecco come il cinema immaginava il nuovo anno nel 1989

“2020, il grande inganno” è una pellicol quasi dimenticata che però fa riferimento ai dodici mesi che sono appena cominciati

L’ultima arma per combattere nel futuro…arriva dal passato. Fu presentato in questo modo nel 1989 un film che non ha avuto un grande successo commerciale e che oggi è quasi introvabile persino in vhs. Il titolo italiano non promette molto bene se si pensa all’anno appena iniziato: “2020, il grande inganno”. Il primo pensiero è scontato, trent’anni fa hanno immaginato questi dodici mesi nel modo più pessimista possibile.

Perchè proprio un inganno? Il titolo originale in inglese (la pellicola è Made in USA) è un altro, “Rising storm”, vale a dire letteralmente “tempesta crescente”. Se si esamina poi la trama in estrema sintesi non si comprende meglio l’allusione al 2020. La storia è infatti ambientata nel lontano 2099, con un futuro poco promettente e all’insegna di una dittatura pericolosa e apparentemente garante dell’ordine.

La carriera breve del regista

Le riprese furono completate nel 1988, per il debutto al cinema nel corso dell’anno successivo. I nomi dei protagonisti non sono tra i più conosciuti: il regista è un certo Frank Schaeffer, figlio di un pastore evangelico (un dettaglio che tornerà utile qualche riga più in basso) e che concluse la propria carriera dietro la macchina da presa nel 1992. Il cast, invece, alterna qualche star più o meno nota del passato.

2020, il grande inganno

Fonte: EBay

Ne fanno parte infatti Zach Galligan, celebre per aver recitato in due pellicole cult come “Gremlins” e “Gremlins 2”, oltre a June Chadwick (la ricorderanno molto bene gli appassionati della serie “aliena” Visitors) ed Elizabeth Keifer che invece ha deliziato gli amanti delle soap-opera interminabili e soprattutto di “Sentieri”. In novantacinque minuti di film succede praticamente tutto e il contrario di tutto.

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