Scoperti almeno 70 nuovi “pianeti” interstellari nella Galassia

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Scoperti almeno 70 nuovi “pianeti” interstellari nella Galassia

| 10/01/2022
Fonte: Pixabay

Gli astrologi hanno scoperto l’esistenza di almeno 70 nuovi “pianeti” in una regione della Galassia nota come Associazione Scorpius-Centaurus

  • Un team di astrologi ha scoperto 70 nuovi “pianeti” 
  • Sono stati individuati in una regione della Galassia nota come Associazione Scorpius-Centaurus
  • Si tratta di “pianeti orfani” perché non orbitano intorno ad una stella
  • Non sono illuminati, quindi risultano difficili da individuare
  • Lo si fa con un metodo chiamato microlensing gravitazionale

 

Chiamarli “pianeti” non è propriamente corretto, in quanto a differenza di quelli “standard” da noi conosciuti, quali Venere, Giove o la stessa Terra, non orbitano intorno ad una stella. Tuttavia, si tratta di corpi celesti di massa e di dimensioni planetarie, individuati dagli astrologi in una regione della Via Lattea nota come Associazione Scorpius-Centaurus, ad appena qualche centinaio di anni luce di distanza dal nostro Sistema Solare. Il nome tecnico di questi pianeti è “rogue planets”, ma sono colloquialmente conosciuti anche come pianeti orfani.

Questo proprio per indicare il fatto che non hanno una stella, come il Sole, che li possa illuminare. Quindi oltre ad essere piuttosto misteriosi, sono anche molto difficili da identificare. Fino ad oggi se ne conoscevano appena qualche decina. Ultimamente un nuovo studio, pubblicato su Nature Astronomy, ne ha “portati alla luce” ben 70. Per farlo, un team internazionale di astrofisici francesi e spagnoli ha analizzato oltre 80.000 scansioni dello Spazio registrate negli ultimi vent’anni.

Com’è stata effettuata la scoperta dei “pianeti” orfani

Considerando che questi pianeti non emettono, né riflettono luce, è molto difficile individuarli, anche per gli strumenti tecnologicamente più avanzati. Per farlo, si utilizza un metodo chiamato microlensing gravitazionale. Gli studiosi si concentrano sulle distorsioni nella luce proveniente da una stella lontana, che possono indicare la presenza di un corpo celeste, quale un pianeta, che ne perturbi il percorso.

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Durante quest’ultimo studio, gli scienziati sono andati alla ricerca di pianeti “giganti”, con una massa paragonabile a quella di Giove. Per facilitare il lavoro, si sono focalizzati solo su quelli di recente formazione, ancora abbastanza caldi, quindi capaci di brillare, seppur debolmente, nel cielo, anche in assenza di una stella ad illuminarli. “Abbiamo misurato movimenti impercettibili, colori e luminosità di decine di milioni di fonti di luce in un’ampia area del cielo”, ha spiegato Núria Miret-Roig, ricercatrice del laboratorio di astrofisica dell’Università di Bordeaux, e prima autrice dello studio. “Queste misurazioni ci hanno permesso di identificare con certezza anche gli oggetti meno luminosi di questa regione di spazio”.

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