9 trappole di marketing nei supermercati

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Sconti di 1 centesimo, formati “BIG” più piccoli di quelli standard e altre cose bellissime con cui i supermercati vi prendono in giro.

Volenti o nolenti siamo obbligati settimanalmente a recarci nei supermercati per acquistare i beni di prima necessità. Non ci stiamo rivolgendo chiaramente ai bamboccioni come noi che si fanno fare la spesa alla mamma anche se hanno 40 anni suonati. Sfigati.

È romantico pensare ai negozietti di paese, specializzati in tutto e nulla. Come non pensare a quei magnifici posticini che, quando entri , ti arriva in faccia come uno schiaffone da Cassius Marcellus Clay Jr., il profumo di “stantio e nostrano”. Queste piccole perle incastonate nei piccoli paesi sono state soppiantate dai mega-super-extra-mercati della GDO, acronimo più brutto di uno scorfano e che indica la “grande distribuzione”.

Attirate da fantomatici sconti, sempre più persone optano per gli ipermercati, non solo per la comodità di reperire tutto ciò di cui hanno bisogno risparmiando tempo, ma anche attirati da una mal riposta speranza di risparmiare.

Quella che snoccioliamo oggi non è una lezione di marketing. Riportiamo semplicemente le immagini e le descrizioni di diversi casi in cui i consumatori sono stati barbaramente turlupinati* (FG) con sconti, offerte fasulle e altre fini strategie, difficili da riconoscere per menti più o meno esperte come le nostre.

*turlupinare: ingannare beffando la buona fede o l’ingenuità altrui

1) Vi sembrano due paia di cuffie diverse?

Sbagliato. Se guardate bene sono identiche, sono cuffie molto probabilmente made in “estremo oriente” – modo molto pacato per dire che sono cinesate assurde -, tuttavia quelle a sinistra, con la confezione a forma di chitarra, sono molto più vendute di quelle con un packaging più semplice.

Le cose sono diverse nel reparto alimentare? Diciamo proprio di no!

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