A lavoro il 21% delle persone si distrae più volte ogni ora (e ci vuole tantissimo per recuperare concentrazione)

Lo studio che racconta come browser, notifiche e social stanno divorando tempo e attenzione

 

Negli uffici americani la produttività sembra combattere una guerra quotidiana contro un esercito di notifiche, social e tab aperte. Lo rivela il rapporto di Shift, che mostra come il 21% delle persone venga distratto più volte ogni ora mentre lavora nel browser. Ancora più pesante è il dato sul recupero: il 13% impiega almeno 30 minuti per rimettersi in carreggiata dopo ogni interruzione, trasformando un clic fuori posto in una piccola voragine di tempo.

Il vero problema, però, è che solo il 23% riesce a ritrovare rapidamente la concentrazione. Tutti gli altri devono pagare un prezzo in termini di energia mentale e attenzione. Non è un caso che quasi due terzi degli utenti si distraggano più volte al giorno: per molti lavorare online significa saltare continuamente da un compito all’altro come in una versione digitale del flipper.

Notifiche, social e app come trappole di attenzione

Le cause della dispersione sono chiare. In testa ci sono le notifiche continue, seguite dall’overdose di social media. Poi arrivano i buchi neri delle notizie online e lo switch continuo tra app e schede. Ognuna di queste distrazioni è piccola, ma insieme formano una tempesta perfetta che frammenta la giornata lavorativa.

Il quadro è aggravato dall’organizzazione del lavoro: il 50% usa da tre a cinque app diverse ogni giorno, creando un campo minato di cambi di contesto. Un terzo passa quattro o sei ore online saltando tra piattaforme, e per il 20% questo continuo passaggio è uno dei maggiori killer di produttività, al pari delle prestazioni lente dei sistemi.

Quando il browser diventa un nemico

Il browser, nato come strumento di lavoro, si comporta sempre più come una zona mista tra ufficio e intrattenimento. Circa il 40% del tempo viene speso in attività personali, mentre solo il 26% è dedicato soprattutto al lavoro. Non sorprende quindi che il 47% degli utenti dica che il browser distrae quanto aiuta.

La gestione delle schede racconta lo stesso caos: una persona su cinque tiene aperte 11 o più tab. I Baby Boomer sono più minimalisti, mentre Gen Z e millennial preferiscono tenere sei o dieci finestre pronte a rubare attenzione. A questo si aggiungono login dimenticati e troppe notifiche, che per molti rappresentano un altro freno alla concentrazione.

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Cosa vogliono davvero gli utenti

La buona notizia è che gli utenti sanno cosa chiedere. Il 39% vuole più account e login separati, il 34% strumenti per organizzare i compiti e il 31% blocchi delle notifiche. In generale, il 92% desidera un browser più personalizzabile e l’81% sarebbe disposto a cambiarlo pur di recuperare un po’ di attenzione perduta. In un mondo fatto di finestre e avvisi, gli americani stanno scoprendo che la vera risorsa scarsa non è la banda larga, ma la capacità di restare concentrati.

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