Come distinguere una AI da un essere umano: basta parlare di cacca

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Come distinguere una AI da un essere umano: basta parlare di cacca

| 21/07/2020

Se un domani dovessi dimostrare di essere umano e non una macchina, che parola diresti?

  • Nel 2018 gli scienziati del MIT hanno messo a punto un test per distinguere le AI dagli uomini
  • Si tratta di una semplificazione del Turing Test
  • Il Turing Test consiste nell’intrattenere una conversazione con la persona o con la macchina
  • Il test semplificato invece individua una sola parola, o alcune parole, considerate prettamente “umane”
  • Tra questi termini c’è la parola “amore”
  • Ma c’è anche, a sorpresa ma non troppo, la parola “cacca”

 

Nel film di Ridley Scott “Blade Runner” si poneva il problema di come distinguere una AI, intelligenza artificiale, da un essere umano. Il giorno in cui i computer assomiglieranno sempre di più a noi non è affatto lontano. Già oggi esistono androidi, dotati di AI, quasi indistinguibili (all’apparenza) da un uomo (o donna) di carne, ossa e sangue. Per effettuare il riconoscimento, In “Blade Runner” si usava la lettura della pupilla.

Nel 2018 gli scienziati del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno invece deciso di provare un altro sistema. La base è il cosiddetto “Turing Test”, sviluppato dal geniale Alan Turing già negli anni Cinquanta. Secondo Turing, basta intrattenere una conversazione con una AI per capire che è un cervello elettronico e non umano. “Noi abbiamo voluto semplificare la faccenda” ha detto John McCoy.

John McCoy è uno dei ricercatori del MIT che hanno deciso di creare un Turing Test semplificato. Secondo lui, non serve intrattenere un dialogo intero: basta una sola parola. Ci sono ovvero termini che permetterebbero di capire se chi abbiamo davanti è un computer o un essere umano. Si è dunque preso in considerazione un campione di ricerca, si sono fatte delle ipotesi e infine si è tratta una statistica.

Parliamo di cacca

I risultati dell’indagine scientifica sono stati pubblicati sul “Journal of Experimental Social Psychology”. Pare che la parola più gettonata in assoluto per comprendere se abbiamo a che fare una AI è “amore”. Ovvero, questo è un termine che viene associato all’essere umano e non alla macchina. Ma ce n’è anche un altro che ha avuto un grande successo, ed è “poop”, ovvero, “cacca”.

A ben pensarci, questo non ci dovrebbe stupire. Tutte le funzioni fisiologiche sono quanto di più lontano ci possa essere dalla mente di un’intelligenza artificiale. Ma non solo: la terminologia che, in generale, riguarda le realtà più scabrose della fisiologia umana spesso sono usate con sfumature ironiche. E l’ironia, sembra, è ciò che davvero manca anche alla più sofisticata delle AI.

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In futuro, se mai dovessi trovarti nella situazione di dimostrare la tua umanità, quindi, parla di realtà fecali, o usa tutto il tuo humor. Per questo dovresti continuare a leggere gli articoli di Commenti Memorabili: sono un ottimo allenamento all’umanità, oltre che alla memorabilità. Ma non sono cacca, eh.

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