“Non sono un’alcolista”: al mondo il primo caso di donna che urina alcol

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“Non sono un’alcolista”: al mondo il primo caso di donna che urina alcol

| 25/02/2020
“Non sono un’alcolista”: al mondo il primo caso di donna che urina alcol

Di individui affetti da condizioni mediche bizzarre ce ne sono parecchi. Questa donna però urina alcol e sembra essere la prima al mondo.

  • In lista d’attesa per un trapianto di fegato, l’anonima donna era stata continuamente scartata.
  • I medici erano convinti si trattasse di un’alcolista, visti gli alti livelli di alcol nelle urine.
  • Con stupore hanno però fatto l’incredibile scoperta: la donna urina alcol per via della sindrome di fermentazione della vescica.

La donna in questione, una 61enne di Pittsburgh, soffriva da tempo di cirrosi, una malattia che insorge generalmente negli individui che abusano abitualmente di alcol. Anche le analisi delle urine avevano dato esito positivo: i medici erano quindi sempre più convinti che la donna nascondesse una dipendenza. Ma dopo analisi più approfondite presso il Medical Center dell’Università di Pittsburgh, è venuta a galla la sconcertante verità. La donna urina alcol per via di una sindrome più unica che rara. Talmente unica che nel mondo sembra essere il primo caso accertato.

Dopo aver trovato alti livelli di un lievito all’interno della vescica della donna, i medici hanno appurato che l’organo in questione stesse operando una sorta di fermentazione degli zuccheri. Un po’ come i mastri birrai si adoperano al fine di far fermentare i carboidrati affinché si trasformino in alcol. Solo che tutto ciò stava accadendo dentro un corpo umano. Una vescica piena di lievito di birra, quest’ultimo alimentato dall’ingestione degli zuccheri e che aveva finito per affaticare enormemente il fegato. Ma con una condizione simile, è possibile fare un trapianto?

La donna urina alcol per via di una strana fermentazione interna.

“L’acquisizione di tutti i dati necessari per valutare un candidato al trapianto è complicata a causa delle elevate poste in gioco, vincoli di tempo e carico di lavoro delle persone che acquisiscono i dati”, hanno affermato i medici. “Sono necessarie linee guida standardizzate per il monitoraggio dell’astinenza nell’interpretazione di laboratorio”. Insomma, è troppo presto per valutare una situazione così rara, soprattutto se non la si può mettere a confronto con casi analoghi. Ma se questa donna urina alcol, condizioni simili anche se non identiche sembrano essersi già verificate nel mondo.

Donna urina alcol.

Fonte: Pixabay

Una manciata di individui in tutto il globo sembra essere positiva a quella che viene definita l’Auto-Brewery Syndrome. La sindrome dell’autoproduzione di birra è qualcosa di molto simile alla sindrome della fermentazione della vescica lamentata dalla 61enne della nostra vicenda. La differenza è che il lievito di birra si deposita nell’intestino e, dopo ogni consumo di pasti ricchi di carboidrati, il livello di alcol nel sangue aumenta. Sindrome rara e forse un po’ assurda (si diventa praticamente dei birrifici), può essere innescata da farmaci in grado di far crescere il lievito già presente in piccola parte nel nostro intestino.

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