Alla ricerca di Elisa, il nome su una banconota

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Alla ricerca di Elisa, il nome su una banconota

| 23/07/2019
Alla ricerca di Elisa, il nome su una banconota

Legge sulla banconota il nome di Elisa e decide di cercarla con un annuncio su Facebook.

C’è stato un periodo in cui, sulle banconote, era facile trovare delle scritte. Si trovavano soprattutto su quelle di piccolo taglio e diminuivano mano a mano che saliva il valore della banconota. Si potevano trovare citazioni, poesie, dediche, accuse, frasi di rabbia, slogan politici e, naturalmente, tifo calcistico. Insomma un po’ di tutto.

La gente sentiva il bisogno di comunicare e di lasciare una traccia di sé. E’ un bisogno che c’è sempre stato, così come la necessità di pasticciare le banconote. E’ un’usanza tanto antica che, nel periodo monarchico, scrivere sulle banconote era considerato un oltraggio alla figura del sovrano rappresentato ed era vietato per legge.

Il fenomeno è andato diminuendo con l’avvento dei cellulari e dei social, forse perché la gente ha preso l’abitudine di esternare lì i propri pensieri. I soldi con le scritte più originali e particolari venivano raccolti in libri che avevano lo scopo di diffondere la fantasia e l’estro della gente.

Fonte: Panorama

Dalla preistoria in poi, le persone hanno sempre voluto lasciare un segno concreto, che sia su un muro, sul sedile del treno, su una banconota o su un social. L’importante è comunicare.

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