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Ci sono cose che il denaro non può comprare, e no, non è solo la pubblicità di una carta di credito. A confermarlo è il nuovo World Happiness Report, che in occasione della Giornata Internazionale della Felicità ha deciso di puntare tutto sulla generosità. Niente yacht o conti in Svizzera: il vero investimento è una buona azione.
Lo studio, frutto della collaborazione tra Gallup, Oxford Wellbeing Research Centre e l’ONU, ha messo sotto la lente tre azioni semplici ma decisive: fare donazioni, dedicarsi al volontariato e aiutare perfetti sconosciuti. E no, non serve cambiare il mondo: anche tenere la porta aperta a un estraneo fa la differenza.
Secondo i dati, il 70% della popolazione mondiale ha fatto almeno una buona azione nell’ultimo mese. E non solo per sentirsi a posto con la coscienza. Il professor Felix Cheung ha definito questo numero “significativo”, e non solo per riempire le righe di un comunicato stampa. Ilana Ron Levey, portavoce Gallup, ha rincarato la dose: gli atti di gentilezza fanno più per la felicità di uno stipendio alto. Avete letto bene.
A dimostrarlo, anche un esperimento che ha coinvolto studenti universitari: chi ha speso dei soldi per altri ha registrato livelli di felicità maggiori rispetto a chi si è concesso un autoregalo. Altro che shopping terapeutico: per stare meglio, meglio pagare il caffè al vicino.
I benefici della generosità non finiscono qui. Chi si dedica al volontariato o a piccoli gesti di gentilezza tende a sviluppare una visione più positiva della vita, a fidarsi di più del prossimo e, sorprendentemente, anche a sentirsi meno stressato. Insomma, fare il bene fa bene anche ai nervi.
Il segreto, dicono i ricercatori, sta nella qualità dell’intenzione. Non basta fare il bravo cittadino per fare bella figura su Instagram. Occorre essere autentici, motivati e capaci di stabilire connessioni reali con chi ci circonda. La felicità, sembra, non tollera le finzioni.
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Il messaggio è semplice: se vuoi essere più felice, inizia a dare. Non servono gesti eroici. Un sorriso, una mano tesa, un “come stai?” sincero possono avere lo stesso impatto emotivo di una promozione. O, in certi casi, anche di più. Perché la felicità non arriva sempre in busta paga. A volte, basta un gesto gentile per cambiare la giornata a qualcuno. E anche a sé stessi. Forse è tempo di riscrivere la ricetta della felicità: meno bonus, più bontà. E magari, un po’ di ironia in più.
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