Per entrare nel distretto a luci rosse di Amsterdam servirà uno speciale passaporto

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Per entrare nel distretto a luci rosse di Amsterdam servirà uno speciale passaporto

| 14/07/2020
Per entrare nel distretto a luci rosse di Amsterdam servirà uno speciale passaporto

Credeteci, ancora non abbiamo compreso fino in fondo quanto la pandemia stia cambiando il nostro mondo.

  • Amsterdam, capitale dei Paesi Bassi, è nota a livello turistico per vari motivi, ma due sono i principali
  • Qui si può fumare cannabis legalmente, e la prostituzione è legalizzata
  •  Esiste anzi un quartiere a luci rosse chiamato “De Wallen”, che si trova in centro
  • Durante il lockdown tutto si è fermato, la città si è svuotata anche dai turisti
  • Questo ai residenti è piaciuto
  • Ora chiedono che il quartiere a luci rosse venga spostato fuori città
  • Il sindaco pensa di imporre inoltre un costo di ingresso, un passaporto al prezzo di 50 euro
  • Nulla è ancora deciso

 

Non serve ripetere per l’ennesima volta che la pandemia di Covid-19 ha dato una bella scossa al nostro stile di vita. Le ripercussioni sono tante e tali, nel momento in cui si vanno allentando poco alla volta le restrizioni imposte durante il lockdown, che forse le riusciremo a conoscere tutte solo fra parecchio tempo. Per il momento, vi riportiamo alcune sconcertanti notizie che vengono da Amsterdam.

Amsterdam è una città incredibile, piena di bellezze storico-artistiche e caratteristica perché costruita sotto il livello del mare. Giusto? Sbagliato: questa era la favoletta che ammannivamo ai nostri genitori per permetterci di andare ad Amsterdam con Gigi e Nicola. Quelle che ci interessavano della cittadina olandese erano due cose: la possibilità di fumare marijuana legalmente, e la possibilità (per i maschietti) di frequentare “De Wallen”, il quartiere a luci rosse.

Inutile negarselo: il fatto che tanto la prostituzione che il fumo siano legali ha reso Amsterdam meta turistica preferita di molti viaggiatori alla ricerca di emozioni forti. Con il Coronavirus si capisce che molte cose sono cambiate. Il quartiere a luci rosse, che si trova in pieno centro città, è stato ovviamente chiuso. Le strade si sono svuotate: il normale flusso turistico si è arrestato.

Cambiamo tutto

Sembra che la cosa non sia per niente dispiaciuta ai residenti. Strade pulite, senza gente che vomita e fuma dappertutto. Niente più vetrine con donne scollacciate esposte (eh sì, a qualcuno danno fastidio, fattene una ragione). In breve, è nata una petizione per chiedere che le cose non tornino come prima, che ha raccolto molte più firme del necessario. Il malcontento dei residenti è comprensibile (checché tu ne pensi).

La cannabis è legale dagli anni Settanta, la prostituzione (con relativi bordelli) dai Sessanta. Però è dal 2013 che la situazione si è fatta insostenibile, per via dei viaggi low cost che hanno riversato ad Amsterdam una massa senza precedenti di persone. Sembra così che il Coronavirus abbia offerto l’occasione di rivedere alcune cose, che adesso sono al vaglio della giunta comunale e del sindaco Femke Halsema.

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Una delle idee sul piatto è di spostare i bordelli fuori dal centro città, creando un’altra area che non interferisca con la normale vita urbana. Per entrare il turista dovrebbe acquistare una sorta di “passaporto” al costo di 50 euro. Così i residenti, e chi vuole visitare Amsterdam solo per i suoi canali e i suoi musei, potrebbero girare senza essere “disturbati” da altro genere di spettacoli. Nulla è ancora deciso, e da parte nostra suggeriamo al sindaco e alla giunta di pensarci bene. Il centro di Amsterdam potrebbe diventare terribilmente noioso, peggio che durante il lockdown.

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