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Chi pensava che l’essere mancini fosse un’esclusiva complicazione umana dovrà presto ricredersi osservando il proprio animale domestico mentre affronta i gradini di casa. Un team di scienziati guidato da Marcello Siniscalchi presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari ha infatti deciso di fare chiarezza sulla lateralizzazione motoria dei canidi. I ricercatori hanno ironicamente ribattezzato il loro protocollo “Doginburgh Inventory”, riadattando un celebre strumento di valutazione psicologica nato nei primi anni Settanta per l’uomo. L’obiettivo scientifico è mappare l’attività degli emisferi cerebrali del cane esaminando i piccoli e apparentemente insignificanti gesti che compie ogni giorno.
Fino ad oggi la comunità scientifica internazionale si era limitata a osservare gli animali quasi soltanto durante l’utilizzo del Kong, il famoso gioco conico di gomma riempito di cibo. Basarsi su un unico strumento risultava però riduttivo per decretare con assoluta certezza se un cane fosse destrorso o meno. Il nuovo studio italiano ha invece coinvolto quarantasette cani sani di età compresa tra uno e dieci anni, equamente divisi tra maschi e femmine. Sottoponendo il campione a quattro differenti test fisici, gli scienziati baresi sono riusciti a incrociare i dati della manipolazione statica con quelli della deambulazione dinamica su scale e piattaforme.
Grazie a questo approccio combinato, la ricerca italiana ha permesso di classificare gli amici a quattro zampe in ben cinque distinte categorie di lateralizzazione. Non si tratta di una semplice catalogazione accademica fine a se stessa o di una bizzarra curiosità per proprietari affettuosi. Gli scienziati hanno infatti ampiamente dimostrato che la preferenza nell’uso degli arti è strettamente collegata alle capacità cognitive individuali dell’animale. Conoscere la predisposizione motoria permette di prevedere con maggiore accuratezza il tipo di risposta del cane di fronte a situazioni di forte stress, rivelandosi un’arma fondamentale per i percorsi educativi.
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I dati raccolti offrono risvolti pratici immediati per gli educatori cinofili e per la selezione accurata dei soggetti da destinare alle delicate mansioni da lavoro. Del resto, le asimmetrie comportamentali dei nostri compagni di vita si manifestano costantemente anche attraverso gli altri organi di senso. Molti esemplari mostrano ad esempio una spiccata predilezione per una narice specifica quando entrano in contatto con un odore totalmente sconosciuto. La medesima asimmetria si riscontra nell’uso delle orecchie, poiché l’animale tende a orientare un lato preferenziale della testa verso un rumore improvviso che proviene alle sue spalle.
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