Vendere il proprio animale domestico a un laboratorio: lo scandaloso decreto della Francia

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Vendere il proprio animale domestico a un laboratorio: lo scandaloso decreto della Francia

| 26/06/2020
Vendere il proprio animale domestico a un laboratorio: lo scandaloso decreto della Francia

Tramite un nuovo decreto, la Francia ha legittimato la vendita di un animale domestico presso i laboratori di ricerca

  • L’associazione per la protezione degli animali 30 Millions d’Amis ha denunciato l’adozione di un nuovo decreto in Francia
  • La nuova norma consentirebbe di vendere il proprio animale domestico a un laboratorio di sperimentazione
  • Il decreto viola la direttiva 2010/63/UE dell’Unione europea, che disciplina l’origine degli animali promessi per la sperimentazione
  • Prima di questa modifica, la sperimentazione era consentita solo agli allevatori autorizzati
  • La norma va anche contro l’opinione della maggioranza dei cittadini  francesi, i quali vorrebbero un “divieto totale di sperimentazione sugli animali”

 

L’associazione 30 Millions d’Amis denuncia una nuova disposizione della legge francese, convalidata con decreto del 17 marzo scorso, che permette di vendere il proprio animale domestico ad un laboratorio. Una decisione che l’associazione considera “inammissibile”.

“Mentre i francesi vivevano il loro primo giorno di lockdown, il 17 marzo 2020, il governo ha approfittato della crisi sanitaria per approvare – in tutta discrezione – un decreto che modifica alcune disposizioni relative alla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici”, denuncia l’associazione in un comunicato stampa pubblicato sul suo sito web.

Un passo indietro di oltre trent’anni

“Il governo ci ha costretti a tornare indietro di oltre 30 anni “, afferma Reha Hutin, presidente della Fondazione. Finora gli animali utilizzati a fini sperimentali e scientifici potevano provenire solo da stabilimenti specializzati, come definito in una direttiva europea adottata nel 1986, e dovevano essere allevati a tale scopo. Il decreto del 17 marzo 2020 elimina questo vincolo. Una regressione totale, che risulta anche contraria alla direttiva 2010/63/UE dell’Unione europea che disciplina l’origine degli animali promessi per la sperimentazione.

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“È una porta aperta al peggio! Allevatori di cani da caccia, privati, chiunque può vendere il proprio animale a un laboratorio, si rammarica Christiane Laupie, segretaria generale e fondatrice del Comitato Scientifico Pro Anima, partner della Fondazione 30 Milion d’Amis. Questo decreto va anche contro l’opinione della maggioranza dei cittadini, dato che “l’86% dei francesi vuole un divieto totale di sperimentazione sugli animali”.

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