Fonte: Wikipedia
Quando si parla di animali puzzolenti, la puzzola è quasi sempre la prima a venire in mente. Eppure, nel regno animale esiste qualcuno che riesce a fare molto di peggio. Il titolo di animale più maleodorante al mondo spetta infatti al tamandua meridionale, noto anche come tamandua minore, un piccolo formichiere diffuso tra il Venezuela e l’Argentina settentrionale.
Soprannominato non a caso la puzzola della foresta, questo mammifero sudamericano ha sviluppato una strategia di difesa decisamente efficace. Quando si sente minacciato, rilascia da una ghiandola situata vicino alla base della coda un odore così intenso da risultare circa quattro volte più potente di quello della puzzola. Un’arma chimica che scoraggia anche i predatori più determinati.
Nel caso del tamandua, il cattivo odore non è un effetto collaterale, ma un vero e proprio strumento di sopravvivenza. La sostanza maleodorante viene sprigionata solo in situazioni di pericolo e rende l’animale immediatamente indesiderabile per chiunque si avvicini troppo.
Questa capacità ha contribuito alla sua fama tra gli zoologi e gli appassionati di natura, trasformandolo in un esempio perfetto di come l’evoluzione possa puntare sull’olfatto come deterrente. Non serve correre veloci o avere artigli affilati, quando basta un solo spruzzo per mettere fine all’inseguimento.
Il tamandua, però, non è l’unico animale a farsi notare per il suo aroma persistente. Anche il bue muschiato merita una menzione. Durante la stagione degli amori, emette un odore forte e penetrante, vagamente simile al muschio, che serve sia ad attrarre le femmine sia a marcare il territorio. Un profumo che può essere percepito a grandi distanze.
C’è poi l’hoatzin, noto anche come uccello puzzola o, più esplicitamente, uccello fetente. Questo volatile deve il suo cattivo odore alla dieta a base di foglie e a un particolare processo di fermentazione batterica nell’intestino, simile a quello dei ruminanti. Il risultato è un effluvio che ricorda il letame e che lo rende poco appetibile, tanto che viene cacciato solo in caso di estrema necessità.
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Nel mondo animale, puzzare può essere una virtù. Dal tamandua all’hoatzin, il fetore diventa una difesa, un segnale di avvertimento o uno strumento di comunicazione. Non elegante, forse, ma tremendamente efficace.
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