Fonte: Wikipedia
La passiflora viola è tornata sotto i riflettori per i suoi effetti rilassanti sul sistema nervoso, confermati da diversi studi scientifici. Utilizzata da secoli nella tradizione dei nativi americani, questa pianta era già nota per la capacità di calmare stati di agitazione e favorire il riposo.
Non tutte le passiflore, però, sono uguali. La specie su cui si sono concentrate le ricerche è la Passiflora incarnata, una variante ben distinta dalle numerose varietà ornamentali prive di effetti significativi sull’ansia o sull’insonnia.
Secondo gli studi disponibili, la passiflora viola ha agito aumentando i livelli di GABA, una sostanza che riduce l’attività cerebrale e favorisce il rilassamento. Questo meccanismo ha spiegato perché gli effetti calmanti siano comparsi in tempi molto rapidi, spesso entro 30 minuti dall’assunzione.
Una ricerca ha osservato una diminuzione significativa dell’ansia in pazienti in attesa di un intervento chirurgico, mentre un altro studio ha confrontato la passiflora con l’oxazepam nei soggetti con disturbo d’ansia generalizzato. I risultati hanno mostrato un’efficacia comparabile, senza però gli effetti collaterali tipici del farmaco.
Gli stessi ricercatori hanno sottolineato che gli studi sono stati condotti su campioni ridotti. Questo non ha sminuito i risultati, ma ha aiutato a inquadrare la passiflora come supporto naturale utile nei casi lievi o moderati, non come una cura definitiva. Chi ha assunto la pianta non ha riportato sonnolenza diurna o riduzione della funzionalità muscolare, effetti invece riscontrati con alcuni ansiolitici.
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La passiflora viola è stata utilizzata sotto forma di tisane, estratti liquidi, integratori o bagni rilassanti, con indicazioni precise sui dosaggi. Per l’insonnia, l’assunzione è stata consigliata nel tardo pomeriggio o dopo cena. Restano fondamentali le controindicazioni: la pianta è stata sconsigliata in gravidanza, allattamento e in associazione a farmaci sedativi o ansiolitici, oltre che nei casi di pressione molto bassa.
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