Sorpresa! Anche le api sanno contare (e meglio di molti di noi)

Un nuovo studio dell’Università di Trento e Monash conferma che questi insetti non si limitano a guardare le figure, ma riconoscono i valori numerici

 

Se pensavate che le api passassero le giornate solo a rincorrere i fiori e a produrre miele, fareste meglio a ricredervi in fretta. Una nuova ricerca internazionale ha infatti stabilito che le api sanno davvero contare, mettendo fine a una lunga disputa scientifica che vedeva contrapposti esperti di cognizione animale ed etologi scettici. Lo studio, apparso sulla prestigiosa rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, dimostra che questi piccoli insetti non si fanno ingannare dalle apparenze visive. La ricerca è stata guidata congiuntamente dai neuroscienziati Mirko Zanon e Giorgio Vallortigara dell’Università di Trento, in stretta collaborazione con la zoologa Scarlett Howard della Monash University in Australia.

Il cuore del dibattito risiede nel modo in cui valutiamo le doti intellettive degli animali, un campo in cui è facile cadere in errore. Secondo gli autori della revisione, è fondamentale dare assoluta priorità alla prospettiva biologica dell’animale per evitare di sottostimare o sovrastimare le sue reali abilità. Fino ad oggi si temeva che la scienza stesse prendendo un abbaglio collettivo, attribuendo doti quasi umane a un cervello minuscolo. I risultati emersi da questo lavoro dimostrano invece che le critiche del passato non reggono se analizzate alla luce della reale biologia dell’insetto, confermando una sorprendente capacità di elaborare informazioni numeriche che va ben oltre la semplice reazione agli schemi visivi ambientali.

Dalle critiche del passato ai modelli matematici moderni

Per capire come si sia giunti a questa conclusione, occorre fare un piccolo passo indietro nel tempo fino ad alcuni test passati. Nel 2019, una serie di esperimenti approfonditi aveva addestrato le api ad associare simboli inventati a specifici valori numerici con risultati strabilianti. Davanti a carte con diverse forme, i piccoli insetti dovevano scegliere il simbolo corrispondente, raggiungendo un’accuratezza dell’80% in addestramento e del 65% nei test ufficiali. Tuttavia, nel 2020 una dura critica aveva smontato l’entusiasmo generalizzato, ipotizzando che le api stessero solo riconoscendo schemi visivi ricorrenti e scorciatoie geometriche stampate sulle tessere, piuttosto che contare i singoli elementi.

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Per risolvere il mistero, il team guidato dall’ateneo di Trento ha deciso di utilizzare un sofisticato modello matematico basato sulle stime dell’acuità spaziale tipica delle api. Rianalizzando gli stimoli visivi esattamente come vengono percepiti dagli occhi dell’insetto e non da quelli umani, è emerso lo scenario reale. Gli scienziati hanno provato che la sensibilità ai numeri resta intatta anche depurando i dati dagli indizi geometrici. Le incredibili abilità matematiche, di memoria e di comunicazione dell’Apis mellifera trovano così una solida conferma scientifica, dimostrando che la reazione è legata al numero reale di forme osservate sul foglio.

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