Supera la sua aracnofobia allevando decine di tarantole in salotto

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Supera la sua aracnofobia allevando decine di tarantole in salotto

| 04/09/2020
Supera la sua aracnofobia allevando decine di tarantole in salotto
Fonte: Pixabay

Gemma Wright ha trovato un modo unico per superare la sua aracnofobia: condividere il salotto di casa con più di 50 tarantole…

  • Gemma Wright è una casalinga inglese che è riuscita a superare la sua aracnofobia 
  • Inizialmente la donna ha cominciato ad abituarsi alla vista dei ragni tramite il web
  • Poco dopo, pensò di provare ad allevare una tarantola in casa
  • Dopo solo una settimana, aggiunse al suo salotto un secondo ragno
  • Ad oggi, condivide la casa con ben 58 tarantole

 

Gemma Wright, una casalinga quarantaduenne di Chelmsford, nell’Essex, Inghilterra possiede 58 tarantole e ha affermato che la sua ormai ex aracnofobia ha avuto origine fin dall’infanzia. «Non ricordo quando è cominciata la mia paura dei ragni. Mia madre si metteva a piangere se ne vedeva uno, così pensai che anch’io dovevo avere paura di loro. Man mano che crescevo, la fobia cominciò ad aumentare. Avevo attacchi di panico e mi bloccavo se ne vedevo anche solo uno piccolo. Cominciavo a sudare e ad andare in iperventilazione», ha raccontato Gemma alla redazione di The Guardian.

Gemma ha iniziato a desensibilizzarsi nel 2010, imparando a conoscere i ragni su Internet. In seguito, ha cercato di abituarsi rimanendo nella stessa stanza con uno di loro. «Mi sono resa conto che non potevo uscire di casa senza essere spaventata. Doveva finire. Così ho iniziato a fare ricerche sui ragni su Internet. Ho pensato che se avessi preso un ragno e avessi sempre saputo dov’era, non mi avrebbe più spaventata».

Terapia d’urto

Gemma comprò la sua prima tarantola, Nightshade, nel 2013 e ora ne ha altre 57. «Sono tutte conservate in grandi scatole di plastica impilate una sopra l’altra nel mio salotto. È stata una grande sorpresa, anche per me, quando ho deciso di prendere la prima. Ho detto a mio marito, Dom, che è sempre stato molto solidale e tollerante con la mia fobia: “Non so come dirtelo, ma ho appena comprato una tarantola“. Pensava che stessi scherzando. Il suo arrivo è stato terrificante. Ho urlato alla vista delle sue enormi zampe rosse. Una volta ospitato, ho detto a Dom: “Non ho bisogno di due tarantole, vero?”. Lui ha risposto: “No, assolutamente no”. Una settimana dopo, avevo già la seconda tarantola in casa».

«Sono molto facili da curare, basta che abbiano l’acqua. Alcune di loro non mangiano nemmeno molto spesso. Nightshade è rimasto senza mangiare per 16 mesi. È della specie Grammostola rosea, e non consuma molta energia. Ho preso i loro nomi dalla fantascienza: c’è Jubilee di X-Men, Ludo di Labyrinth, Nebula di Guardians Of The Galaxy, e Genie, in onore di David Bowie. Il mio preferito è Commander Strax, da Doctor Who. Ha un carattere così tenero».

“Carine e (poco) coccolose” (Semicit.)

«Non tengo le tarantole in mano perché è una cosa stressante per loro, ma le tocco delicatamente; sembrano soffici, ma in realtà i peli sono piuttosto ruvidi.  Non sono mai stata morsa da una tarantola. Raramente mordono. Quasi tutti i ragni sono velenosi, ma soprattutto nel Regno Unito le loro zanne non sono abbastanza grandi per bucare la pelle umana. In casi estremi un morso sarebbe letale. Di solito non è peggio di una puntura d’ape».

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La sua bizzarra “terapia d’urto” ha dunque funzionato. Gemma ha ufficialmente superato la sua aracnofobia e perfino sua madre è riuscita a superare la paura delle tarantole. «Direi che ora sono dipendente dai ragni. Se affronti una paura e la sconfiggi, ne resti affascinato o ti innamori di ciò di cui hai paura. Io le amo. Quando una di loro muore, sto davvero male. Anche mia madre ora può sedersi in una stanza piena di tarantole. Una volta mi persino detto: “Sai, alcune di loro sono davvero molto carine“».

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