Fonte: Pexels
Per anni li abbiamo chiamati semplicemente “canti delle balene”, immaginando melodie enigmatiche disperse nell’oceano. Ma dietro quei suoni che sembrano lontani e indistinti potrebbe nascondersi qualcosa di molto più sofisticato. Secondo una nuova ricerca pubblicata su Proceedings of the Royal Society B, le balene utilizzano infatti un sistema di comunicazione costruito su regole precise, con caratteristiche sorprendentemente vicine al linguaggio umano.
La scoperta arriva dal Progetto CETI, un gruppo internazionale di ricerca che utilizza strumenti di intelligenza artificiale per analizzare enormi quantità di registrazioni audio raccolte negli oceani. Migliaia di vocalizzazioni sono state esaminate una per una, permettendo agli studiosi di individuare strutture ricorrenti all’interno dei suoni emessi dai cetacei. Quello che fino a poco tempo fa sembrava soltanto un insieme casuale di richiami potrebbe invece essere una vera architettura sonora. Gli scienziati hanno identificato particolari sequenze chiamate “code”, organizzate in modo molto simile alle nostre vocali.
I ricercatori spiegano che esistono differenti tipologie di queste espressioni vocali, ribattezzate per semplicità “code in a” e “code in i”. A cambiare sono il tono, la durata e la struttura interna del suono. Dettagli che, nel mondo animale, potrebbero modificare completamente il significato del messaggio trasmesso. La parte più affascinante dello studio è proprio questa: le balene non sembrano emettere versi casuali, ma modellano e combinano i suoni in base al contesto sociale in cui si trovano.
E considerando che questi animali vivono in comunità estremamente organizzate, il bisogno di comunicare in modo efficace diventa fondamentale. Le balene collaborano durante la caccia, proteggono i piccoli e si muovono in gruppi molto uniti. Quando vengono osservate mentre vocalizzano tra loro, gli studiosi ipotizzano che stiano scambiandosi informazioni molto più articolate di quanto si credesse finora.
Nonostante l’entusiasmo, gli esperti invitano alla prudenza. Parlare ufficialmente di “linguaggio” sarebbe ancora prematuro. Per arrivare a questa conclusione servirebbe dimostrare che ogni sequenza sonora corrisponde a significati chiari e costanti, quasi come parole contenute in un dizionario.
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Ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale. Analizzando sempre più dati, i ricercatori sperano di riuscire nei prossimi anni a decifrare le prime vere “frasi” delle balene. Un obiettivo che fino a poco tempo fa sembrava fantascienza. Nel frattempo, una certezza già esiste: il mare è probabilmente molto più rumoroso – e molto più conversazionale – di quanto gli esseri umani abbiano immaginato finora.
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