Scoperto perché i bambini si ammalano meno di Covid19

Commenti Memorabili CM

Scoperto perché i bambini si ammalano meno di Covid19

| 27/07/2021
Fonte: pixabay

I ricercatori del Ceinge e della Federico II di Napoli hanno scoperto perché il Covid19 attecchisce di più sugli adulti rispetto ai bambini

  • I ricercatori del Ceinge e della Federico II di Napoli hanno fatto un’importante scoperta sul Coronavirus
  • Hanno capito perché il Covid19 attacca meno i bambini rispetto alla popolazione adulta
  • La molecola Neuropilina 1 è in grado di potenziare l’entrata del virus nel corpo umano
  • Questa è molto meno attiva nel naso dei più piccoli al contrario di quanto accade nei grandi
  • L’aumento dei casi di Covid19 tra i bambini indonesiani è da ricollegare a malattie e malnutrizione

 

Dopo un anno e mezzo dallo scoppio della pandemia di Covid19 è stato finalmente scoperto perché il virus attecchisce molto meno nei bambini che nelle persone adulte. La scoperta, in via di pubblicazione sulla rivista Frontiers in Pediatrics, si deve ai ricercatori del Ceinge–Biotecnologie Avanzate di Napoli e dell‘Università Federico II. La spiegazione del perché il Covid19 “preferisce” attaccare la popolazione più adulta è data da una molecola presente nelle vie respiratorie, che permette al virus di diffondersi nell’organismo umano. Questa molecola denominata Neuropilina 1 è molto meno attiva nel tessuto epiteliale che riveste internamente il naso dei bambini.

Il gruppo di studiosi con a capo Roberto Berni Canani, docente di Pediatria dell’Università Federico II di Napoli e primo ricercatore del Ceinge, ha analizzato ogni meccanismo di attacco del virus, studiando uno ad uno i campioni biologici ottenuti dalle alte vie del respiro e dall’intestino, che sono le principali aree dalle quali il Covid19 entra nell’organismo di adulti e bambini. La molecola individuata ha la capacità di potenziare l’entrata del SarsCov2 nelle cellule, portando ad una maggiore diffusione del virus nel corpo umano.

La molecola che potenzia l’entrata del virus nel corpo umano è meno presente nel naso dei più piccoli

Si tratta dunque di un elemento con un ruolo chiave per consentire l’attacco al recettore ACE-2, con cui la proteina spike del Coronavirus si lega per accedere alle cellule dell’uomo. Fortunatamente per la popolazione più giovane la Neuropilina 1 nei piccoli è molto meno attiva. “Abbiamo identificato un importante fattore in grado di conferire protezione contro il virus SarsCoV2 nei bambini. Questo si aggiunge ad altri fattori immunologici che stiamo studiando”, ha commentato Roberto Berni Canani.

Leggi anche: “I peti potrebbero trasmettere il Covid: lo dice un nuovo studio”

In merito alle informazioni che giungono dall’Indonesia, sull’aumento dei casi di Covid19 tra i bambini: “sarebbe da capire quali sono le loro condizioni cliniche di partenza. Malnutrizione e malattie pregresse possono infatti influire sul decorso grave del Coronavirus”, ha concluso Berni Canani.

Copyright © 2018 - Commenti Memorabili srl
P. IVA 11414940012

digitrend developed by Digitrend