Recuperano un pallone in una casa disabitata: due bambini indagati

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Recuperano un pallone in una casa disabitata: due bambini indagati

| 10/06/2021
Fonte: Pixabay

Due bambini indagati per aver ripreso un pallone

  • La Procura per i minorenni di Bologna ha voluto interrogare due bambini
  • I piccoli, di dieci e dodici anni, sarebbero entrati in un’abitazione disabitata per recuperare un pallone perso
  • Un vicino li ha visti e ha chiamato il proprietario della casa
  • Da qui è scattata la querela per invasione di edificio in concorso
  • Secondo il loro avvocato si è trattato di una semplice marachella

 

Chi da piccolo non ha mai fatto “irruzione” all’interno di un posto abbandonato per recuperare un pallone? È quello che è successo a questi due bambini di dieci e dodici anni di Rimini: ciò che fa scalpore è che ora risultano indagati.

La Procura per i minorenni di Bologna li ha infatti invitati a comparire in Caserma per un interrogatorio formale. Questo in quanto il proprietario dell’abitazione in cui si sono introdotti li ha querelati, accusandoli di invasione di edificio in concorso.

Per il loro avvocato era una semplice marachella

L’avvocato Alfonso Marra, che li assiste, si è detto “molto sorpreso” per quanto sta accadendo. Marra ha spiegato che il più grande non era nemmeno presente, mentre l’altro – che fa solo la quarta elementare – ha riferito di essere entrato da una finestra aperta solamente per riprendere la loro palla.

Una semplice marachella che, tuttavia, è stata notata da un vicino di casa. Pensando che si trattasse di ladri, questo ha subito chiamato il proprietario che ha sporto denuncia. Da quel momento i due bambini risultano indagati per un banale recupero di una palla.

I Carabinieri hanno trattato con grande sensibilità i due bambini indagati

Sempre il loro legale ha dichiarato: “Sono rimasti impauriti e traumatizzati da questa vicenda. Il più piccolo sa di aver sbagliato, ma tutto si aspettava tranne che questa convocazione di fronte ai Carabinieri”. Marra ha comunque speso parole di elogio per i militari: “Si sono comportanti in modo squisito, hanno avuto grande sensibilità e lo hanno rassicurato quando si è messo a piangere”.

Ma forse non tutto è andato come sembra. Il procuratore per i minorenni Silvia Marzocchi, interpellata sul fatto accaduto, ha infatti dato un’altra versione. “Il collega che gestisce il caso dei due bambini indagati mi ha riferito che si trattava di un’invasione con atti vandalici. L’interrogatorio serviva per raccogliere elementi su altre persone responsabili del reato e per comprendere la gravità del fatto”.

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L’interrogatorio è uno strumento di difesa

La Marzocchi, inoltre, ha precisato: “L’interrogatorio è prima di tutto uno strumento di difesa. Ci si può non presentare e la polizia giudiziaria è formata a trattare con i minori. La Cassazione impone le indagini anche nei confronti dei minorenni non imputabili, che hanno diritto al proscioglimento anziché alla dichiarazione di non imputabilità”. Da che parte starà la verità? Di solito nel mezzo e quindi: 1 a 1 palla al centro.

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