Coronavirus in Italia: barbecue e denunce da Nord a Sud

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Coronavirus in Italia: barbecue e denunce da Nord a Sud

| 19/03/2020

Il decreto del Governo parla chiaro: “assembramenti vietati”, ma alcuni non riescono a rinunciare alla vita sociale, organizzando barbecue da Nord a Sud…

  • Proseguono le denunce per chi viola l’attuale decreto del Governo italiano per contrastare il contagio da Coronavirus
  • In barba alle regole sulla quarantena, alcuni italiani hanno effettuato assembramenti allestendo dei barbecue
  • Ecco i casi più eclatanti da Nord a Sud

 

Come ormai risaputo, il DCPM messo in atto dal Governo italiano il 9 marzo ha messo il Paese in “quarantena“, limitando gli spostamenti solo per i casi di assoluta necessità e vietando gli assembramenti. Gran parte degli italiani ha fin da subito rispettato le direttive, anche perché chi viola simili norme viene accusato del reato di “inosservanza dei Provvedimenti dell’Autorità”, violando l’articolo 650 del Codice Penale. Tuttavia, altri italiani non riescono proprio a rispettare le regole previste dal decreto e, in barba alla quarantena, hanno organizzato barbecue e assembramenti all’aperto.

Sembra assurdo, ma in questi giorni in varie città italiane – da Nord a Sud – alcune persone hanno cercato di violare la normativa organizzando barbecue nei giardini o nelle terrazze del loro condominio. Ovviamente per tutti i singoli episodi sono scattate le denunce per inosservanza del decreto. Ecco i casi più eclatanti.

Barbecue in barba alla quarantena: le denunce da Nord a Sud

Fonte: Pixabay

Castelfiorentino (Firenze)

Lo scorso 14 marzo, il sindaco del comune di Castelfiorentino, Alessio Falorni, ha informato i suoi cittadini della denuncia di 15 persone da parte dei Carabinieri tramite un duro post di sfogo su Facebook. “Ieri 15 denunciati a Castelfiorentino per un barbecue notturno. Si, avete capito bene: c’è qualche TdC che mentre noi diffondiamo appelli a stare a casa si è messo a fare la festicciola con gli amici! E si è preso il penale. Grazie ai Carabinieri, massima severità”, ha scritto il primo cittadino. Provate a indovinare l’acronimo “TdC”?

Roma

Lo stesso giorno a nord della Capitale, invece, alcuni “furbetti” hanno organizzato un barbecue in un giardino di una scuola privata. Si tratta di docenti stranieri di una scuola internazionale, con famiglia a seguito, per un totale di 17 persone. I residenti della zona hanno provveduto a segnalare l’accaduto e i Carabinieri della stazione La Storta, sono subito intervenuti. Sempre a Roma, nel quartiere di Tor Bella Monaca, cinque giovani stranieri sono stati denunciati per un picnic al parco pubblico di via Acciaroli.

Cassino

A Cassino possiamo dare un premio per l’episodio più eclatante. In questi giorni molti condomini “socializzano” dal balcone o dalle finestre di casa come si faceva un tempo. Si organizzano FlashMob e tombolate di quartiere nel pieno rispetto del decreto, ma forse gli abitanti di un condominio di via Garigliano non hanno ben compreso le regole da rispettare. Il 18 marzo, alcuni condomini hanno organizzato un barbecue nel giardino condominiale. La “festicciola” è stata interrotta dall’intervento dei Carabinieri, i quali hanno dovuto richiedere rinforzi alla Guardia di Finanza e Polizia perché i condomini si rifiutavano di collaborare. Oltre alla denuncia di violazione del decreto, undici persone si sono portate a casa anche l’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale.

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Patti e Capizzi (Messina)

Nello stesso giorno, nella provincia di Messina si sono verificate altre due denunce. Nel comune di Patti, i Carabinieri hanno fermato un gruppo di otto ragazzi che giocavano a pallone, mentre a Capizzi è scattata la denuncia per quattro giovani che stavano allestendo un barbecue in strada.

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