Era una base sottomarina nazista, oggi è una galleria d’arte

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Era una base sottomarina nazista, oggi è una galleria d’arte

| 02/07/2020
Era una base sottomarina nazista, oggi è una galleria d’arte

Dove c’erano buio, oscurità e morte, oggi ci sono luce, colori e vita.

  • In Francia, a Bordeaux, fin dal 1944 è rimasta in piedi una base sottomarina nazista
  • Troppo oneroso distruggerla
  • Oggi, nel 2020, quella base è diventata qualcosa d’altro
  • Si chiama “Bassins de Lumières” ed è una galleria d’arte digitale
  • La prima mostra espone opere di Klimt, Schiele e Klee
  • Ciò che era orribile, oggi è mirabile

 

Se c’è una pagina oscura nella nostra storia recente, senza dubbio è quella che riguarda la Seconda Guerra Mondiale e gli orrori del nazismo. Eppure anche quei dolorosi ricordi, con il tempo, possono decantare fino a lasciare spazio alla pace e al bello; e da ciò che un tempo ospitava morte, oggi nasce qualcosa che fa fiorire la vita. Questa è la bellissima storia del Bassins de Lumières.

A lungo, in questa area portuale di Bordeaux, in Francia, è rimasto un silenzioso monumento che continuava a ricordare a questa nazione ferita l’oppressione nazista. Qui infatti gli invasori costruirono un ampio bacino che divenne poi una base sottomarina. Un “mostro di cemento”, così lo chiamavano i francesi. Dopo l’abbandono, avvenuto nel 1944, non è mai stato demolito: troppo costoso.

Poi, in tempi più recenti, qualcuno ha pensato che quella base sottomarina, che continuava a rappresentare una ferita aperta, poteva essere trasformata, se non poteva essere eliminata. Nacque così il progetto del Bassins de Lumières, che doveva essere inaugurato nell’aprile del 2020. La pandemia di Covid-19 ha solo fatto spostare la data: infine, a giugno 2020, finalmente ha spalancato i battenti la più innovativa, stupefacente e rinfrancante mostra d’arte digitale che si sia mai vista.

Arte sull’acqua

Come le ninfee di Monet, le opere d’arte proiettate sulle squallide mura di cemento si riflettono nell’acqua. Infatti i bacini sono ancora ricolmi, come quando ospitavano gli U-boat tedeschi. La prima mostra ad essere inaugurata verte sui dipinti di Gustav Klimt, Egon Schiele e Paul Klee. Un tripudio di colori adesso riempie spazi enormi e un tempo tetri e grigi. La struttura si estende per ben 12.000 metri quadri.

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Una parte del percorso espositivo è dedicata anche alla storia di questo luogo, e ne racconta la riconversione, che potremmo definire quasi magica. Nei prossimi mesi cambieranno le opere e gli artisti in mostra, ma non cambierà l’incanto complessivo. E più di ogni altra cosa, il Bassins de Lumières ci mostra quanto davvero l’uomo coltivi in sé due opposti, fango e polvere di stelle. Che orrore quando si rotola nel primo, che meraviglia quando sparge la seconda.

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