Fonte: Pixabay
Un piccolo dispositivo agganciato agli slip potrebbe cambiare il modo in cui studiamo l’intestino. I ricercatori dell’Università del Maryland hanno sviluppato uno smart underwear capace di monitorare in tempo reale l’attività dei batteri intestinali misurando l’idrogeno presente nella flatulenza. Non è una provocazione, ma un progetto scientifico pubblicato su Biosensors and Bioelectronics: X.
L’idea nasce da un limite noto agli studiosi del microbioma: sappiamo quali specie abitano l’intestino, ma molto meno su cosa facciano ora per ora. L’idrogeno è un indicatore chiave perché viene prodotto esclusivamente dai batteri quando fermentano carboidrati non digeribili. E nella flatulenza la sua concentrazione è centinaia di volte superiore rispetto al respiro, rendendola una finestra privilegiata sull’attività microbica.
Nel primo studio, 38 partecipanti hanno indossato il sensore durante la vita quotidiana. Il risultato è stato sorprendente: in media, ogni persona ha emesso 32 episodi di gas al giorno, contro i 10-20 generalmente auto riportati. O contiamo male, o sottostimiamo sistematicamente.
Le differenze individuali sono state notevoli: da 4 a 59 episodi quotidiani. Una variabilità di 14 volte che mette in discussione l’esistenza di un valore “normale” universale. Il dispositivo, grande circa 2,5 centimetri e con autonomia fino a una settimana, è stato tollerato bene: il 95% dei volontari non ha segnalato disagi.
Per verificare l’affidabilità del sistema, i ricercatori hanno modificato la dieta dei partecipanti. Dopo due giorni poveri di fibre, i volontari hanno assunto prima caramelle con zuccheri semplici, poi caramelle con 6 grammi di inulina, fibra non digeribile amata dai batteri intestinali.
Il sensore ha rilevato un aumento della fermentazione in 36 persone su 38, con un picco dopo 3-4 ore dall’assunzione della fibra. Accuratezza complessiva: 94,7%. Tuttavia, circa un terzo dei partecipanti ha riferito disturbi gastrointestinali anche con le caramelle senza fibra, nonostante una fermentazione minima. Un dato che suggerisce quanto le aspettative possano influenzare la percezione dei sintomi.
Leggi anche: Hai mai provato la “fart walk” o peto-passeggiata? Tutti i benefici inaspettati
Il team ha avviato due richieste di brevetto e fondato la società Ventoscity. Parallelamente è nato l’Human Flatus Atlas, un progetto che punta a definire per la prima volta parametri oggettivi della produzione di gas nella popolazione. L’obiettivo è stabilire baseline scientifiche paragonabili a quelle già esistenti per glicemia o colesterolo. Tra i gruppi studiati ci sono gli “Zen Digesters”, che consumano molte fibre ma producono poco gas, e gli “Hydrogen Hyperproducers”, all’estremo opposto. Per capire cosa fanno davvero i batteri intestinali, a volte bisogna misurare ciò che finora nessuno voleva quantificare.
Share