Criogenia: come un tecnico della TV e un becchino tentarono di congelare il primo volontario

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Criogenia: come un tecnico della TV e un becchino tentarono di congelare il primo volontario

| 01/12/2020
Criogenia: come un tecnico della TV e un becchino tentarono di congelare il primo volontario

La criogenia non è per tutti, soprattutto non per un tecnico di televisori non qualificato

  • Bob Nelson era un tecnico della televisione con la passione per la criogenia
  • Spinto da libri al riguardo e da altri appassionati come lui, divenne il presidente della Cryonics Society of California
  • Nel 1966 fondò la Life Extension Society e si apprestò a congelare il primo volontario
  • Si trattava di James Bedford, 73 anni e malato di tumore
  • Il tentativo fu disastroso, con la salma di Bedford due settimane in un congelatore
  • Ad aiutare Bob nell’impresa, anche il becchino Joseph Klockgether
  • Gli affari aumentarono in fretta, e Bob comprò un caveau nei sotterranei di un cimitero
  • Lì stipò le salme congelate di altri 8 volontari
  • Ma i fondi stavano scarseggiando, e Bob chiuse baracca e burattini
  • Le famiglie dei volontari gli fecero causa, ottenendo 800.000 dollari di risarcimento
  • Senza un soldo e demoralizzato, Bob abbandonò il progetto e cambiò nome
  • Nel 2014 uscì il libro sulla sua vita: Congelare la gente (non) è facile

 

La criogenia – essenzialmente, il modo in cui Fry si è ritrovato nell’anno 3000 – è ancora oggetto di studi approfonditi. Ma se pensavate che fosse un’idea piuttosto recente, portata dalla tecnologia galoppante, abbiamo in serbo per voi qualcosa che di certo vi stupirà. Una delle prime idee riguardo la possibilità di venir congelati e scongelati nel futuro la dobbiamo al dottor Robert Ettinger, che nel lontano 1962 scrisse il libro “The Prospect of Immortality”.

Nel suo saggio, il dottor Ettinger teorizzava come la morte fosse solo una malattia e come nel prossimo futuro la scienza possa giungere a curarla. Mentre aspettiamo eoni per una cura del genere, potremmo venir congelati e scongelati a tempo debito. Che si trattasse di mera fantascienza non abbiamo dubbi. Eppure, negli anni ’60, in molti speravano in tale eventualità. Uno di questi era Bob Nelson, un riparatore di televisori senza alcuna competenza medica.

Il tecnico di televisori Robert Nelson si tuffò in un’impresa presumibilmente più grande di lui

Bob, però era letteralmente ossessionato dalla criogenia e proprio nel 1962 partecipò ad una convention di appassionati come lui, divenendo presto il presidente della Cryonics Society of California. Peccato che tutti i membri fossero dei dilettanti come lui, magari non tutti riparatori di televisori, ma di certo poco inclini ai saperi della scienza. Nel 1966 fondò la Life Extension Society e si apprestò a congelare il primo volontario.

Fortunatamente – si fa per dire – non era solo: insieme a lui anche l’impresario di pompe funebri Joseph Klockgether ed un nutrito gruppetto di appassionati di criogenia. Il volontario in questione era il 73enne James Bedford, il quale sperava di essere congelato prima di morire di cancro ai reni. La questione però, nel 1966, era un po’ diversa da come l’abbiamo potuta vedere in Futurama. Il gruppo di Bob Nelson non era affatto preparato a tale fantascientifica impresa.

I macchinari non erano proprio adatti a congelare in sicurezza un uomo

E per “non era preparato” intendiamo dire che i macchinari non erano pronti. La capsula dove avrebbero dovuto congelare lo speranzoso dottor Bedford non era ancora stata ultimata, tanto che l’uomo morì prima. Ma Bob non si dette per vinto e chiede agli amici di prestargli il congelatore per conservare il corpo dell’appena defunto volontario in attesa che la capsula fosse pronta. Due, tre settimane. Ha senso congelare una persona già morta? Chi lo sa. Nelson ci provò comunque.

Grazie alle conoscenze mortuarie del compare Klockgether, Bob potè iniettare antigelo ad uso medico nel collo del morto, pompargli ossigeno nel corpo e posizionarlo nella capsula piena di ghiaccio secco. Un tentativo di criogenia davvero rudimentale, eppure da lì a poco Nelson si trovò pieno di volontari. Altri due corpi subirono lo stesso trattamento e vennero stoccati nell’obitorio di Klockgether. Nel 1970 però, Nelson decise di ampliare l’attività.

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