Il campionato di bocce quadre, un successo imprevedibile

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Il campionato di bocce quadre, un successo imprevedibile

| 16/09/2020
Il campionato di bocce quadre, un successo imprevedibile

Strano ma vero, esistono le bocce quadrate

  • Le bocce quadre esistono davvero: non sono nate in Italia, ma nel nostro paese hanno un buon seguito di pubblico ogni anno
  • Le regole non sono diverse dalle bocce che siamo abituati a vedere
  • Non è il tipico sport da pensionato che deve ingannare il tempo in qualche modo
  • Sono perfette per affrontare una strada in pendenza e non perdere i pezzi
  • Gli eventi in giro per il Bel Paese sono numerosi, anche se poco pubblicizzati

 

Cinque lettere che fanno subito pensare a qualcosa di perfettamente sferico: le bocce sono un gioco tradizionalmente associato ai pensionati e rappresentano anche un gettonato soprannome per il petto femminile, ma non tutte sono tonde come si potrebbe pensare. In pochi conoscono il campionato di bocce quadre, una forma che non può non far storcere il naso, almeno a primo impatto.

In Italia sono molto popolari, soprattutto in Piemonte, ma i primi a lanciare l’alternativa disciplina sono stati i francesi. Le origini vanno ricercate in una piccola località della Provenza. Si tratta di Cagnes sur Mer che ha diverse strade in pendenza e voleva sfruttarle con un gioco innovativo. Le bocce quadre sono nate proprio così, poi si sono diffuse nel resto del continente europeo.

Gioco in discesa

Ma quali sono esattamente le regole? In realtà si dovrebbe parlare di bocce “cubiche”, ma ormai l’aggettivo “quadre” ha preso piede. L’oggetto è realizzato in legno, ogni lato misura 8 centimetri e il boccino invece non supera i 3. Per giocare in discesa sono l’ideale, altrimenti si rischierebbe di perdere le preziose sfere dopo ogni singola partita e le gare terminerebbero presto.

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Le regole sono praticamente le stesse della versione classica, anche se le bocce quadre attirano i partecipanti con i terreni di gara scoscesi e a dir poco proibitivi. In tutte le manifestazioni organizzate in Italia c’è sempre stato un pubblico numeroso e appassionato, segno che alla fine non sono tanto sconosciute, servirebbe comunque un po’ più di pubblicità. Magari anche i nostri antenati, abituati a ripetere allo sfinimento che “chi nasce tondo non può morire quadrato”, si sarebbero ricreduti dopo aver assistito a una partita.

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