Buongiorno. Sono il Signor Franco e sono proprietario di un negozio di abbigliamento maschile da tre generazioni.
Da dieci anni ha cominciato a lavorare con me anche mio figlio e il mio sogno è sempre stato quello di vedere l’attività andare avanti con lui. Purtroppo qualche giorno fa leggo sul giornale la storia di quel celebre forno di Milano che adesso chiude perché il figlio non vuole più svegliarsi all’alba, ormai voi giovani preferite fare tutto online. Ma non è la stessa cosa per tanti motivi. E in quella storia lì ci rivedo la mia! Poco prima di Natale il negozio era pieno di gente e mio figlio invece che essere in negozio a servire era dal corriere per spedire dei pacchi.
Non ci ho visto più! Abbiamo cominciato a discutere. Io mando questa nostra conversazione per far capire ai giovani che se continuano a non voler lavorare e pensare che si può fare tutto da un telefono l’economia del nostro paese imploderà! È vero io sono un boomer, come dice sempre lui, un vecchio ormai, ma la mia esperienza varrà pure qualcosa? O no? Siamo dinosauri da rottamare? Ci tengo tanto a farvi leggere e farvi conoscere il punto di vista di uno della mia generazione…e come ci sentiamo
Scrivete cosa ne pensate nei commenti di Facebook e Buona lettura!
Il nostro fan Franco racconta di essere proprietario di un negozio di abbigliamento maschile, un’attività che appartiene alla sua famiglia da tre generazioni. Per lui quel negozio non rappresenta soltanto un lavoro, ma anche una storia familiare costruita nel tempo, fatta di presenza quotidiana, rapporto diretto con i clienti e continuità tra padri e figli.
Il nostro amico spiega che, da circa dieci anni, anche suo figlio ha iniziato a lavorare con lui. Franco riferisce che il suo desiderio è sempre stato quello di vedere l’attività proseguire proprio attraverso il figlio, immaginando un passaggio generazionale capace di mantenere vivo ciò che la famiglia ha costruito negli anni. Tuttavia, negli ultimi tempi, il nostro follower ha iniziato a percepire una distanza sempre più evidente tra il suo modo di intendere il lavoro e quello del figlio.
La nostra storia nasce anche dalla lettura di un articolo di giornale riguardante un celebre forno di Milano destinato alla chiusura perché il figlio del proprietario non avrebbe voluto continuare a svegliarsi all’alba. Franco racconta di essersi riconosciuto molto in quella vicenda, interpretandola come il simbolo di un cambiamento più ampio. Secondo il nostro fan, molte persone giovani sembrano preferire attività gestite online, attraverso un telefono o un computer, mentre per lui il lavoro tradizionale, fatto di presenza fisica e contatto umano, mantiene un valore diverso.
Il nostro amico riferisce che la tensione con il figlio è esplosa poco prima di Natale, in un momento in cui il negozio era pieno di clienti. In quell’occasione, mentre Franco si aspettava di trovare il figlio in negozio a servire le persone, lo ha invece saputo impegnato dal corriere per spedire alcuni pacchi legati alle vendite online. Questo episodio ha provocato una discussione tra i due, durante la quale sono emerse due visioni differenti dell’attività.
Franco racconta di essere stato definito dal figlio un “boomer”, una persona legata al passato e a un modo ormai superato di lavorare. Il nostro fan, però, sottolinea di avere alle spalle molti anni di esperienza e si chiede se quel bagaglio non abbia ancora un valore. Attraverso il suo racconto, desidera far conoscere il punto di vista di una generazione che si sente spesso considerata vecchia, superata o da mettere da parte.
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