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Le ragazze della Gen-Z stanno ridefinendo cosa significhi vivere da single. Il trend “boysober” consiste nel dire no agli appuntamenti per concentrarsi su sé stesse, trasformando la singletudine in una scelta consapevole e spesso condivisa sui social. Celebrità come Rosalía, Julia Fox e Kate Hudson sono già entrate a far parte del club virtuale, mostrando che stare senza partner non è più un tabù né un motivo di imbarazzo. La singletudine diventa così uno status di benessere a lungo termine, e non una condizione temporanea da “curare” con urgenza.
Questa tendenza nasce anche da esperienze passate: relazioni finite male, appuntamenti deludenti e una percezione crescente della monotonia delle coppie tradizionali. Le app di incontri, con la loro illusione di scelte infinite, alimentano la “dating fatigue”, rendendo il boysober un atto di autodifesa emotiva più che un semplice capriccio digitale. La saturazione dai social, poi, amplifica l’idea che l’amore perfetto sia altrove, spingendo molte ragazze a mettere in pausa il gioco degli appuntamenti.
Il cuore del boysober è l’auto-analisi. Le ragazze sono invitate a riflettere su cosa vogliono davvero da una relazione, chi sono senza un partner e quali parti di sé hanno trascurato. Scrivere un diario emotivo e stabilire confini chiari diventa fondamentale: cosa è accettabile in futuro e cosa no, fino a definire le esigenze non negoziabili. La pausa non è solo astinenza sentimentale, ma un’occasione per sviluppare autonomia e consapevolezza.
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Questo percorso aiuta a spezzare schemi ripetitivi e circoli viziosi relazionali, riorientando i bisogni emotivi verso sé stesse anziché proiettarli sul partner. In pratica, il boysober non è fuga dall’amore, ma un allenamento per amarsi meglio e scegliere con maggiore chiarezza in futuro. Chi lo pratica, quindi, non sta rinunciando all’amore: sta costruendo basi solide per relazioni più autentiche e consapevoli, senza pressione sociale o aspettative irrealistiche.
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