I bradipi non sono pigri: la loro lentezza è un’abilità di sopravvivenza

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I bradipi non sono pigri: la loro lentezza è un’abilità di sopravvivenza

| 03/06/2020
I bradipi non sono pigri: la loro lentezza è un’abilità di sopravvivenza

I bradipi fanno tutto al rallentatore, anche quando sbattono le palpebre. Ma perché si sono evoluti per vivere la loro vita a un ritmo così lento?

  • Nell’immaginario collettivo, i bradipi sono degli animali pigri e quasi “inutili”
  • In realtà questi mammiferi esistono da ben 64 milioni di anni, molto prima dell’arrivo dell’uomo
  • La loro lentezza è strettamente correlata alla loro dieta
  • Hanno un metabolismo molto lento che gli permette di digerire un pasto dopo giorni
  • Inoltre, la loro “immobilità” li rende invisibili ai predatori

 

Quando si immagina un bradipo, probabilmente si pensa a una creatura semplice e pigra che fa ben poco se non dormire tutto il giorno. Infatti, ci si potrebbe chiedere come un tale animale possa sopravvivere in natura. Anche il termine “bradipo” nella maggior parte delle lingue si traduce come una versione di pigro. Ma perché i bradipi sono così lenti? La risposta è sorprendentemente semplice: essere lenti è una strategia incredibilmente efficace per la sopravvivenza.

L’estrema lentezza ha aiutato i bradipi a sopravvivere su questo pianeta per quasi 64 milioni di anni. Per fare un confronto, l’uomo moderno esiste solo da circa 200.000 anni. A quanto pare sembra essere una tattica vincente. Ma per capire esattamente cos’è che li rende così lenti e perché funziona così bene, dobbiamo esaminare la biologia di questi animali insoliti in modo un po’ più dettagliato.

Questione di dieta

I bradipi passando la maggior parte della loro vita appesi agli alberi. Originari del Sud America, questi animali non si muovono oltre i 38 metri al giorno. Quando arrivano a terra, strisciano a un ritmo di circa 30 centimetri al minuto. Lungi dall’essere pigri, i bradipi sono in realtà molto efficienti nel conservare l’energia, e tutto ha a che fare con la loro dieta.

Sia i bradipi a due che quelli a tre dita hanno una dieta prevalentemente folivora, il che significa che si nutrono principalmente di foglie con un contenuto calorico notevolmente basso. Ma il fatto di seguire un’alimentazione ipocalorica non spiega tutto: in fondo, ci sono moltissimi mammiferi che sono folivori che si muovono ad un ritmo normale, come ad esempio le scimmie urlatrici. La differenza sta nel grande stomaco a quattro camere e nel ritmo di digestione estremamente lento.

L’arma segreta

I bradipi hanno un asso nella manica: il loro lento metabolismo permette loro di sopravvivere con pochissimo cibo, il che è particolarmente utile durante la siccità. Impiegano addirittura giorni per digerire un pasto, il che significa che lasciano i loro trespoli per defecare solo una volta alla settimana.

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Il fatto che raramente lascino gli alberi significa che i bradipi sono protetti dai predatori dalla vista molto acuta – come i giaguari e le aquile – che possono cacciare gli esemplari più giovani o più deboli dal suolo della foresta. Non potendo correre, i bradipi si muovono ad un ritmo che passa semplicemente inosservato. Stanno così a lungo sugli alberi da riuscire a sviluppare della vegetazione sulla loro pelliccia, che li aiuta a mimetizzarsi con la loro casa arborea. In sintesi, non sono pigri, sono “in modalità stealth”.

 

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