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Nel 2026 anche i confini tra colazione e cena sembrano diventati molto più elastici. Il fenomeno del brinner, fusione tra breakfast e dinner, porta in tavola piatti tipici della mattina… direttamente la sera. Non si tratta di un errore di agenda, ma di una tendenza sempre più diffusa.
Nato tra Australia e Stati Uniti, questo modo di mangiare ha iniziato a comparire anche in Italia, soprattutto in grandi città come Roma e Milano. Qui è ormai possibile ordinare cornetti, uova e cappuccino dopo le 18, ribaltando completamente l’idea tradizionale dei pasti.
Le origini del brinner risalgono ai primi anni Duemila, ma l’idea nasce già negli anni Novanta a Sydney, quando un ristoratore notò che i piatti della colazione venivano richiesti anche a cena. Da lì il passo verso la diffusione internazionale è stato rapido, fino a raggiungere USA e Regno Unito.
Il concetto è semplice: non esistono regole rigide. Il brinner include piatti dolci e salati, dalle uova con bacon ai pancake, passando per waffle e muffin. Anche le bevande seguono la stessa logica libera, tra succhi, latte e perfino cocktail o vino, trasformando il pasto in un momento più fluido che strutturato.
Il brinner non è un fenomeno isolato, ma si inserisce in un cambiamento più ampio delle abitudini sociali. Sempre più diffuso è infatti il cosiddetto soft clubbing, ovvero la tendenza a uscire e ballare la mattina o nel primo pomeriggio invece che la sera.
L’idea è quella di vivere il weekend con più energia e meno stress, recuperando il sonno e distribuendo le attività in modo diverso. Non si tratta solo di moda, ma di una nuova gestione del tempo libero, in cui gli orari tradizionali diventano sempre meno vincolanti.
Questi trend raccontano un cambiamento più ampio nel modo in cui si vive il tempo quotidiano. Tra colazioni serali e feste diurne, il filo conduttore è la flessibilità. Il confine tra momenti della giornata si assottiglia sempre di più.
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Resta una domanda aperta: si tratta di una vera rivoluzione delle abitudini o semplicemente della possibilità di scegliere liberamente quando mangiare e divertirsi? In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: orari sempre più fluidi e meno schemi fissi nella vita quotidiana.
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