La bustina da tè: un’invenzione nata per caso

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La bustina da tè: un’invenzione nata per caso

| 03/05/2021
Fonte: Pixabay

La bustina da tè inventata o meglio scoperta per caso

  • Oggi quasi tutti se vogliamo farci un tè prendiamo una pratica bustina
  • Ma un tempo non esisteva un metodo così veloce per prepararlo
  • Le bustine da tè furono inventate assolutamente per caso
  • Il mercante americano Thomas Sullivan conservava i suoi campioni di foglie da tè dentro delle bustine di seta per farli provare ai suoi clienti
  • Quest’ultimi, pensando che oltre che eleganti le bustine fossero funzionali allo scopo, le immersero in acqua per preparare un infuso

 

Il tè si consuma da tempo immemore, eppure inizialmente si utilizzavano gli infusori, non le bustine da tè. Vero è che adesso gli infusori sono tornati alla ribalta con le loro forme strane e curiose, eppure la bustina resta il modo più comune per prepararsi un tè. Ma quando è nata e come? Ci sono due avvenimenti che litigano per la paternità di questo oggetto tanto amato dagli inglesi, e utilizzato puntualmente alle cinque del pomeriggio. Ma la storia più accreditata è che la bustina da tè venne inventata per un puro e accidentale caso.

Sicuramente collegato nell’immediato agli inglesi per il famoso tè delle cinque in perfetto stile british, non si può però non menzionare la Cina quando si parla di tè. Le foglie da tè più pregiate venivano e vengono ancora oggi coltivate in Cina e il tè in oriente è collegato a un vero e proprio rituale. La cerimonia del tè viene celebrata durante i riti più importanti come i matrimoni, ma anche per accogliere in casa gli ospiti. Non dobbiamo stupirci quindi se le prime bustine da tè risalgono all’VIII secolo, nel periodo della dinastia Tang in Cina. Allora, però, avevano solo una funzione di conservazione per le preziose foglie di tè. Infatti, le avvolgeva una sorta di carta cucita su tutti i lati, per preservarne gli aromi.

Ecco come la bustina da tè è stata inventata per caso

Fuori dalla Cina, questo metodo di conservazione del tè non era conosciuto. Thomas Sullivan, un importatore di tè americano, lo utilizzava però in maniera simile. Invece di usare i classici barattoli sottovuoto per preservare l’alterazione delle foglie da tè, per ridurre spazi e costi, avvolgeva i suoi campioni di foglie di tè con della seta cucita alla maniera cinese. Anche nel suo caso si trattava semplicemente di un metodo di conservazione. Ma anche un modo per portare con sé più campioni da far provare ai suoi compratori.

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Ma alcuni dei suoi clienti avevano pensato che i sacchetti di seta fossero anche degli ingegnosi infusori, piuttosto che semplici imballaggi. Per questo motivo alcuni di loro avevano immerso le bustine di seta nell’acqua bollente, ed effettivamente erano risultate funzionali allo scopo. Questa invenzione accidentale che non può nemmeno essere attribuita a Thomas Sullivan, dai fatti appena raccontati, risultò così calzante che le vendite del mercante americano aumentarono in modo significativo e la bustina da tè si diffuse in tutto il mondo.

 

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