La mia amica Simona vuole partecipare ai Calippo Tour. Io sono scioccata. Giuro che sono caduta dal pero. Nemmeno sapevo cosa era un calippo. Ora ho capito che è una metafora per una cosa non proprio piacevole, penso io. Non voglio fare la moralista. Ognuno può fare quello che vuole. Certo però è brutto dovere fare certe cose solo perché si è povere. Mi sembra una costrizione sociale quasi. Non sto bene economicamente. Per niente. Non si può letteralmente comprare più niente. Tutto costa il 50% in più di soli cinque anni fa. Come si fa a campare così. Siamo solo io e mia madre, in affitto. Io e lei facciamo le pulizie dalle signore, tipo squadra. Insomma ci diamo da fare, ma i soldi non bastano mai. Manco per comprarci una macchina scassata che ci aiuterebbe a fare meno fatica e a evitare di prendere i mezzi di sera. La mia amica mi ha parlato di questa cosa e ha un progetto in mente. Sono stanca della vita che faccio e, chiedo perdono, ma un pensierino ce l’ho fatto anche io. C’è solo un problema… un problema che non mi permetterebbe di fare questo “lavoro” coi calippi. Vi scrivo per parlare di questo problema e per sfogarmi su quanto tutto sia aumentato come se fossimo tutti ricchi sfondati…
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La nostra fan ha deciso di raccontare una situazione che l’ha profondamente scossa e messa in crisi. Tutto nasce da una conversazione avuta con la sua amica Simona, che le ha confidato la volontà di partecipare ai cosiddetti Calippo Tour. Una notizia che l’ha colta completamente alla sprovvista, tanto da farle dire di essere letteralmente “caduta dal pero”. Ammette di non sapere nemmeno cosa fosse un calippo fino a poco tempo fa e di aver scoperto solo dopo che si tratta di una metafora dal significato piuttosto esplicito e non proprio piacevole ai suoi occhi.
La nostra fan precisa di non voler fare la moralista e di essere convinta che ognuno debba sentirsi libero di fare ciò che vuole della propria vita. Allo stesso tempo, però, non riesce a non provare un forte disagio davanti all’idea che certe scelte vengano fatte soprattutto per necessità economica. Ai suoi occhi, questo tipo di situazione assomiglia più a una costrizione sociale che a una reale libertà di scelta.
Il racconto si sposta poi sulla sua condizione personale. La nostra fan spiega di stare molto male economicamente. Vive in affitto insieme alla madre e le due lavorano facendo le pulizie presso diverse signore, organizzandosi come una piccola squadra. Si impegnano molto, lavorano duramente, ma i soldi non bastano mai. Racconta che negli ultimi anni il costo della vita è aumentato in modo insostenibile, con prezzi cresciuti di circa il 50% rispetto a pochi anni fa, rendendo impossibile anche solo immaginare una maggiore stabilità.
La nostra amica sottolinea come non riescano nemmeno a permettersi una macchina vecchia, che renderebbe il lavoro meno faticoso e permetterebbe di evitare i mezzi pubblici la sera. Questa precarietà continua pesa moltissimo sulla sua quotidianità e sul suo stato d’animo.
Quando Simona le parla del suo progetto legato ai Calippo Tour, la nostra fan si ritrova divisa. Da una parte lo shock, dall’altra una stanchezza profonda verso la vita che sta conducendo. Ammette, con molta onestà, che un pensiero ce l’ha fatto anche lei, spinta più dalla disperazione che da reale convinzione.
Tuttavia, nel suo racconto emerge chiaramente che esiste un problema concreto, personale, che non le permetterebbe di intraprendere questo tipo di “lavoro”. È proprio di questo ostacolo che vuole parlare, insieme allo sfogo su una realtà economica sempre più soffocante, che sembra dare per scontato che tutti siano ricchi, mentre per molti, come lei e sua madre, arrivare a fine mese è una lotta continua.
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