Carollo e Malabrocca, i ciclisti che “lottarono” per conquistare la maglia nera

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Carollo e Malabrocca, i ciclisti che “lottarono” per conquistare la maglia nera

| 08/08/2018
Carollo e Malabrocca, i ciclisti che “lottarono” per conquistare la maglia nera

I due corridori sono passati alla storia per i ritardi e le perdite di tempo non casuali: la maglia nera fu per loro un vero e proprio simbolo

Giallo e rosa: sono questi i due colori che vengono in mente anche a chi segue poco il ciclismo quando si parla delle maglie assegnate ai vincitori del Tour de France e del Giro d’Italia. Si parla sempre dei trionfatori di queste importanti corse su due ruote, ma cosa succede a chi taglia il traguardo per ultimo? Ci hanno sempre insegnato che gli ultimi saranno i primi, in passato invece chi riusciva a “conquistare” il fondo della classifica era riconoscibile da una maglietta speciale. L’ultimo posto non poteva avere certo un colore sgargiante, ecco perché nelle edizioni del Giro d’Italia tra il 1946 e il 1951 ci fu l’assegnazione della maglia nera.

Si potrebbe pensare a qualcosa di cui i ciclisti si vergognavano e che volevano evitare a tutti i costi, le cose andarono diversamente. A chi venne in mente l’idea della maglia nera? L’ispirazione arrivò dal calcio, più precisamente da un ex giocatore che decise di prendere parte al Giro d’Italia nonostante la scarsa preparazione atletica.

Assegnazione della maglia nera

Voi sapete chi fu il calciatore?

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