Malesia, arriva la casa di riposo per Gen Z contro burnout e iperproduttività

450 euro al mese per imparare a rallentare

 

A circa mezz’ora da Ipoh, tra colline calcaree e foresta tropicale, a Gopeng è nato un luogo che sembra uno scherzo generazionale ma è un progetto reale. Una casa di riposo per Gen Z, pensata non per chi ha finito la carriera, ma per chi rischia di esaurirsi prima ancora di iniziarla.

Il terreno si estende per oltre tre ettari nel verde dello stato di Perak. Niente traffico, niente skyline, niente notifiche continue. L’obiettivo è offrire un’esperienza di retirement-style living temporaneo a giovani adulti schiacciati da scadenze, precarietà e cultura della performance.

Zero obblighi, vitto incluso e nessuna sveglia

Qui la parola chiave è una sola: assenza di obblighi. Non esistono programmi da rispettare, attività imposte o obiettivi da raggiungere. L’alloggio è compreso, così come i pasti quotidiani. Si può dormire senza sveglia, leggere per ore, cucinare insieme agli altri ospiti, dedicarsi al giardinaggio o semplicemente restare sdraiati a guardare il cielo.

Il fondatore conosce bene il concetto di assistenza: la sua famiglia gestisce già una tradizionale casa di riposo a Ipoh. La differenza è nell’età degli ospiti. L’idea alla base del progetto è semplice ma provocatoria: perché la cura e il recupero dovrebbero essere riservati solo agli over 70, quando il burnout colpisce sempre più under 35.

Il prezzo che ha fatto esplodere TikTok

A rendere il caso virale è stato anche il costo. Circa 2.000 ringgit malesi al mese, tra 400 e 450 euro, poco più di 15 euro al giorno con vitto e alloggio inclusi. Una cifra che ha trasformato l’iniziativa in un fenomeno online, con il primo mese andato sold out e le prenotazioni sospese dopo il boom su TikTok. Dietro al successo c’è una filosofia che in Asia ha già un nome: Tang ping, letteralmente “stare sdraiati”.

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Non significa rinunciare al lavoro per sempre, ma ridurre la pressione autoimposta e mettere in discussione l’idea che il valore personale coincida con la produttività. Le reazioni restano contrastanti. Per alcuni è una risposta concreta alla crisi di salute mentale tra i giovani adulti, per altri rischia di normalizzare il ritiro in un’economia fragile. Il progetto di Gopeng, però, non propone di smettere di lavorare. Propone qualcosa di più semplice e più difficile: rallentare senza sensi di colpa.

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