La causa che ha coinvolto Twitter per immagini hard di minori

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La causa che ha coinvolto Twitter per immagini hard di minori

| 23/01/2021
La causa che ha coinvolto Twitter per immagini hard di minori

La causa ha travolto Twitter, e solleva molte questioni sulla sicurezza dei dati degli utenti

  • Quando aveva 13 anni, John Doe (nome fittizio) è stato contattato su internet da una persona che ha poi abusato di lui
  • Gli ha chiesto foto e immagini intime, ricattandolo poi con la minaccia di renderle pubbliche
  • Il ragazzo è riuscito a liberarsi dell’imbarazzante situazione
  • Un giorno però ha scoperto che quelle immagini erano finite su Twitter
  • Ha chiesto ripetutamente al social di rimuoverle, senza esito
  • Infine ha fatto causa a Twitter, ottenendo la rimozione delle immagini che lo vedevano coinvolto

 

John Doe (nome di fantasia) non aveva che 13 anni quando una persona, che si spacciava per una compagna più grande, ha iniziato a chattare con lui. La sedicente giovane ha iniziato a chiedergli foto e filmati osé e, per gioco, all’inizio lui ha accettato. Quando poi voleva tirarsi indietro, lei lo ha minacciato di rendere tutto pubblico. Spaventato, il ragazzino ha continuato a sottostare al ricatto.

Tempo dopo, fortunatamente, il misterioso pervertito lo ha lasciato in pace. In seguito, nel 2019, quando John aveva già 16 anni, ha scoperto con somma vergogna che quelle immagini, che dovevano essere private, erano diventate di dominio pubblico. Le ha trovate pubblicate su Twitter, in un profilo che era solito postare altre fotografie di minorenni in situazioni sconvenenti.

Le richieste a Twitter, e poi la causa

I compagni di scuola di John, ovviamente, hanno visto quelle immagini e hanno cominciato a bullizzare il ragazzo. La prima azione che lui e i suoi genitori hanno tentato era la più ovvia. Hanno segnalato la questione a Twitter chiedendo la rimozione di quei contenuti privati. Twitter ha chiesto un documento di identità del ragazzo, per provare che fosse lui. Anche a seguito di quell’invio, la risposta è stata negativa.

“Questo contenuto non riporta violazioni alla nostra normativa sulla privacy” ha scritto Twitter ad uno sconvolto John Doe. Il quale in seguito ha persino tentato il suicidio. I suoi genitori hanno quindi fatto ricorso ad una corte federale, facendo causa a Twitter. Solo tramite questa via sono riusciti nello scopo di rimuovere quelle immagini imbarazzanti, quando però quei contenuti avevano già raggiunto 167.000 visualizzazioni e 2.223 condivisioni.

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L’aspetto più increscioso di questa storia è che l’accusa ha anche denunciato il fatto che Twitter non solo non ha rimosso contenuti lesivi della privacy di un minorenne. Sembra che il social abbia anche tratto profitto dalle visualizzazioni di quei contenuti, attraverso i banner pubblicitari. L’unico commento di Twitter è stato un laconico messaggio in cui si dice che “il team fa sempre del suo meglio per tutelare i suoi utenti”.

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