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Chiunque abbia messo piede in un maneggio lo ha sentito dire almeno una volta: stai tranquillo, perché i cavalli annusano la paura. Non era solo un modo di dire. Uno studio pubblicato su PLOS One fornisce finalmente una base scientifica a questa convinzione diffusa tra istruttori e cavalieri.
La ricerca dimostra che tra esseri umani ed equini esiste un legame olfattivo più profondo di quanto si pensasse. I cavalli, grazie a un olfatto estremamente sviluppato, sono in grado di percepire le variazioni chimiche nel nostro odore corporeo legate alle emozioni.
Non è un dettaglio secondario. Per i cavalli l’olfatto è uno strumento fondamentale di orientamento. Lo utilizzano per scegliere il cibo più adatto, distinguendo non solo ciò che è appetibile ma anche ciò che è nutrizionalmente utile. È quindi coerente che riescano a cogliere segnali sottili anche negli esseri umani.
Quando proviamo paura, il nostro organismo rilascia ormoni come adrenalina e cortisolo. Questi cambiamenti fisiologici alterano la composizione del sudore e quindi l’odore che emettiamo. Esiste dunque un collegamento diretto tra stato emotivo e segnale chimico percepibile.
Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno fatto annusare ai cavalli campioni di sudore prodotti da persone che stavano vivendo emozioni intense, tra cui la paura. Le reazioni sono state chiare. Di fronte all’odore associato allo stress, gli animali hanno mostrato maggiore vigilanza, più reattività verso l’ambiente e una minore propensione ad avvicinarsi agli esseri umani.
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Non solo comportamento. È stato registrato anche un aumento del battito cardiaco, segnale fisiologico compatibile con uno stato di allerta. Il fenomeno viene definito contagio emotivo: i cavalli non si limitano a riconoscere l’emozione, ma ne risultano influenzati. Questo non significa che condividano automaticamente la stessa paura o che reagiscano allo stesso stimolo specifico. Piuttosto, percepiscono che qualcosa nell’ambiente umano è cambiato e regolano di conseguenza il proprio comportamento. Il vecchio consiglio dei maneggi, quindi, trova oggi una conferma scientifica. Restare calmi in sella non è solo una questione di tecnica, ma anche di chimica.
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