Un cellulare caduto dal Boeing dell’Alaska Airlines è ancora funzionante [+VIDEO]

Lo smartphone è arrivato integro al suolo dopo un volo da 5000 metri d’altezza. Uno scienziato spiega com’è stato possibile

 

Il video del Boeing 737 dell’Alaska Airlines che ha perso un portellone durante il volo ha fatto il giro del web. A lungo sono state discusse le cause dell’incidente che si è risolto con un atterraggio di emergenza e fortunatamente senza nessuna conseguenza per i passeggeri, a parte il grande spavento.

La caduta da 5000 metri d’altezza

Con la perdita del portellone il vuoto improvviso di aria che si è generato ha fatto volare via due cellulari che si trovavano nei pressi dell’apertura. Uno di questi è stato ritrovato a terra perfettamente funzionante dopo un atterraggio da 5.000 metri d’altezza.

Sean Bates, residente a Washington, ha pubblicato su X le foto del ritrovamento: il telefono sul ciglio della strada con lo schermo intatto e funzionante da cui si poteva vedere la ricevuta del check-in delle valigie del passeggero. Il dispositivo era ancora in modalità aereo e con metà della batteria carica.

Bates ha poi detto di aver avvisato del ritrovamento il National Transportation Safety Board, l’agenzia federale che indaga sull’incidente, e un agente gli ha confermato che era uno dei due telefoni volati via dall’aereo.

Il ritrovamento

Bates ha raccontato che stava facendo una passeggiata a Vancouver, quando ha visto il cellulare sul lato della strada. Ha pensato che qualcuno lo avesse gettato da un’auto e non pensava minimamente che fosse precipitato dal Boeing. «Era abbastanza pulito, senza graffi e l’ho visto sotto un cespuglio. Non aveva il blocca schermo quindi l’ho aperto ed era in modalità aereo con conferma di viaggio e ritiro bagagli per il volo Alaska 1282».

Il portellone è stato invece ritrovato nel giardino di una casa a Portland, nell’Oregon, la città da dove era partito l’aereo che ha dovuto effettuare l’atterraggio di emergenza.

In molti hanno messo in dubbio che il telefono fosse effettivamente precipitato da 5000 metri di altezza, considerando il ritrovamento una mera trovata pubblicitaria per la marca dello smartphone. Il dibattito si è scatenato sui social e la testata americana Usa Today ha contattato due scienziati per chiedere se l’integrità del cellulare potesse avere una conferma da parte della fisica.

Telefoni sempre più robusti

David Rakestraw, professore del Lawrence Livermore National Laboratory in California, lavora con gli studenti come parte del programma di educazione scientifica e matematica del laboratorio. Tra le materie di studio ci sono i cellulari e i test di caduta dei dispositivi.

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Secondo Rakestraw il telefono non si sarebbe rotto per tre motivi: la resistenza della struttura, poiché le aziende tendono a costruire cellulari sempre più robusti viste le numerose cadute a cui sono soggetti, seppure da distanze più brevi, la presenza di una custodia e di uno schermo protettivo e il luogo dell’impatto, costituito da un cespuglio che ha attutito la caduta. Questi elementi avrebbero fatto la differenza salvando lo smartphone dalla distruzione.

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