Tramava di bombardare un centro dati Amazon per distruggere il 70% di internet

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Tramava di bombardare un centro dati Amazon per distruggere il 70% di internet

| 16/04/2021

Voleva far saltare in aria un centro dati Amazon

  • Un uomo aveva progettato di bombardare un centro dati di Amazon Web Services
  • Pensando così di distruggere il 70% di internet
  • Peccato che l’FBI abbia scoperto i suoi piani
  • Un infiltrato l’ha avvicinato sui social
  • E alla fine il Bureau l’ha arrestato con le mani nel sacco

 

Le idee, quelle belle. L’FBI ha arrestato un uomo che tramava di bombardare un centro dati di Amazon Web Services. In questo modo, a suo dire, avrebbe “distrutto il 70% di internet”, ponendo fine a quella che ha definito “l’oligarchia al potere negli USA”.

Seth Aaron Pendley è finito al centro dell’attenzione del Federal Bureau per via di alcuni suoi post online. Il suo obiettivo era di danneggiare la rete di server web di Amazon. Il ventottenne si è detto convinto che ci siano ventiquattro edifici con in mano la maggior parte di internet, compresi i servizi usati dalla CIA e dall’FBI. E nel suo piano criminoso l’idea clou era far esplodere il centro dati di Amazon.

Non solo il centro dati di Amazon, ma anche l’assalto al Campidoglio

Tutti i torti non li aveva perché Amazon Web Services (AWS) gioca un ruolo importantissimo nell’internet moderno. Ospita infatti le informazioni che stanno dietro a molti popolari servizi online e siti web. Una possibile interruzione potrebbe mettere offline tutto ciò per alcune ore ma solamente per un numero limitato di persone o per siti specifici.

Pendley era anche tra quelli che hanno partecipato all’assalto dell’edificio del Campidoglio lo scorso gennaio. Ha guidato dal Texas fino a Washington DC con un fucile d’assalto in macchina. Tuttavia l’uomo ha sostenuto di averlo lasciato nell’auto e, sebbene abbia raggiunto le finestre dell’edificio, di non esservi entrato. Proprio per alcuni post inerenti a queste azioni il ventottenne è stato segnalato all’FBI da un cittadino.

Il piano dell’FBI per incastrarlo

Sui social, sotto lo pseudonimo di Dioniso, parlava del suo desiderio di “condurre un piccolo esperimento pericoloso” che secondo lui “avrebbe attirato un sacco di calore”. Il Bureau, dopo aver fatto partire le indagini, è riuscito a risalire alla sua vera identità. La svolta la si ha avuta alla fine di gennaio quando l’uomo ha iniziato ad utilizzare l’app di messaggistica criptata Signal per dettagliare i suoi piani di bombardare il centro dati di Amazon.

Alla fine Pendley si è fregato da solo. Il destinatario di quei messaggi era infatti un informatore dell’FBI. A febbraio “Dioniso” gli ha esplicitato per bene quanto aveva in mente, compreso quali esplosivi cercava ed i potenziali obiettivi. Alla fine di marzo l’uomo sotto copertura ha presentato a Pendley un fornitore di esplosivi, che in realtà era un membro dell’FBI.

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L’arresto di Pendley

L’8 aprile si è tenuto l’incontro. Il finto trafficante ha mostrato a Pendley delle scatole in cui diceva fossero presenti esplosivi di tipo C-4. Gli ha mostrato come armarli e come farli detonare. L’FBI, ovviamente, ha assistito all’intera scena. Gli uomini hanno atteso che il ventottenne prendesse i dispositivi e li mettesse nella sua auto. A questo punto lo hanno arrestato. Ora rischia fino a vent’anni di prigione.

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