Charlie Hebdo e la vignetta sul terremoto di Amatrice: giusto indignarsi?

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La Vignette sul terremoto in Italia pubblicata da Charlie Hebdo
“Terremoto all’italiana”: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne”. L’ultima, (“lasagne”), presenta diverse persone sepolte da strati di “pasta”. Noi, che facciamo ironia a 360° su tutto, dobbiamo porci limiti, o indignarsi è la forma di ipocrisia più pura, soprattutto se siamo stati i primi sostenitori del “Je suis Charlie“?

In queste ultime ore sta creando indignazione, sgomento e scandalo la vignetta che Charlie Hebdo, il giornale satirico francese del quale chiunque ignorava l’esistenza, prima che quella mattina del 7 gennaio del 2015 un commando di terroristi islamici, ai quali era salita la primavera araba in seguito a numerose vignette che avevano fatto satira pesante su Maometto, aveva deciso di fare irruzione nella sede Parigina della testata giornalistica, portando dietro di se morte, distruzione ma, soprattutto, quel filone di malsana ipocrisia che spesso contraddistingue il nostro bel paese, e l’essere umano in generale. Nei giorni, nelle settimane e mesi seguenti all’attentato di Parigi, infatti, CHIUNQUE si era schierato a favore della satira, anche quella più spinta.

La Vignette sul terremoto in Italia pubblicata da Charlie Hebdo "Terremoto all'italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne". L'ultima, ("lasagne"), presenta diverse persone sepolte da strati di pasta. ANSA+++ EDITORIAL USE ONLY NO SALES NO ARCHIVE+++

Anche qui su internet, specialmente qui su internet, quelle persone che normalmente passavano il tempo ad indignarsi e segnalare qualsiasi cosa che andasse ad di là della comicità stile “Colorado Cafè” o “Made in Sud”, erano mosse a difesa della più totale e infinita benevolenza verso la più becera delle vignette o delle battute, le stesse che un mese prima avrebbero fatto ribollire il sangue peggio di un macellaio che si trova il figlio amante del seitan e del tofu.

Terremoto italia.jpg 2E’ prendendo spunto da commenti come questi, che pongono le basi per una di quelle riflessioni che spaccano a metà le opinioni, che abbiamo deciso di scrivere questo articolo in cui ci piacerebbe, fondamentalmente, capire cosa ne pensiate.
Abbiamo deciso di confrontarci con voi, perché ci piacerebbe conoscere il luogo in cui l’ipocrisia confina con la satira, sempre che quest’ultima ce l’abbia, un confine. Vorremmo capire se è giusto accettare vignette come questa in nome di quella ironia a 360° che, all’inizio dello scorso anno, era difesa da tutti, anche da quelli che in questo momento stanno commentando furiosamente indignandosi per una vignetta che, fondamentalmente, sfotte i nostri morti, le vittime di un terremoto che ha fatto fermare bruscamente le vite di persone che vivevano nella nostra nazione, e non quelle che magari ogni giorno vengono massacrate in nazioni come la Siria. Quei morti sono lontani, tocca meno se ci si fa satira sopra (?).

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