Fonte: Pixabay
Ogni inverno la stessa domanda ritorna: che fine fanno le zanzare, le mosche e le cicale quando arriva il gelo? No, non svaniscono nel nulla. Gli insetti semplicemente si ritirano dalla scena, come attori che aspettano la prossima stagione. Alcuni scelgono la via del letargo, altri quella della diapausa, un sonno profondo in cui il metabolismo rallenta fino quasi a fermarsi.
Le cicale europee, tanto amate da Esopo e odiate dai vicini di campagna, non muoiono affatto: passano l’inverno nascoste nel terreno, pronte a rispuntare quando il sole torna a scaldare. La favola della “Cicala e la Formica”, insomma, avrebbe bisogno di un aggiornamento scientifico.
Gli insetti sociali come api e formiche, più organizzati di un condominio svizzero, trascorrono i mesi freddi serrati nelle loro colonie, condividendo calore e risorse. Una forma di risparmio energetico che funziona meglio di qualunque piano Pnrr.
Poi ci sono i lepidotteri, che sigillano la stagione con un elegante bozzolo: un modo per isolarsi dal gelo e prepararsi alla metamorfosi primaverile. E per chi teme di congelare, madre natura ha previsto anche enzimi “antigelo”, vere e proprie tute termiche biologiche.
Molti insetti preferiscono rifugiarsi tra tronchi, cortecce e foglie secche, dove la decomposizione genera un po’ di calore. Altri si spingono persino sottoterra o nelle grotte, dove la temperatura resta stabile sopra lo zero. E poi ci sono i “villeggianti” domestici: mosche, cimici e vespe che decidono di trascorrere l’inverno tra solai, cantine e cataste di legna.
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Alcuni, più audaci, arrivano fino alle cassette postali o ai camini. Non per scrivere lettere a Babbo Natale, ma per sfuggire al gelo. Così, mentre noi tiriamo fuori piumoni e cioccolata calda, gli insetti scelgono la loro strategia di sopravvivenza. Invisibili ma ben vivi, pronti a tornare in primavera a ronzarci nell’orecchio come se nulla fosse successo.
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