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Chi l’avrebbe detto che il paradiso delle Maldive fosse anche quello dei divorzi? Con un tasso di 5,52 separazioni ogni 1.000 abitanti, l’arcipelago non primeggia solo per le spiagge da sogno, ma anche per la rapidità con cui si infrange il “per sempre”. Al secondo posto il Kazakistan, con un tasso di 4,6, seguito da una Russia che, pur tra neve e vodka, vede quasi 4 divorzi ogni 1.000 persone. In Bielorussia il numero scende a 3,5, ma le nuove unioni sono più numerose, mentre la Cina, con 3,2 divorzi ogni 1.000 abitanti, riesce ancora a bilanciare l’amore con la statistica: i matrimoni, infatti, sono più del doppio. Forse un po’ di filosofia confuciana aiuta a tenere insieme i pezzi.
Scorrendo la classifica dei Paesi in cui si divorzia di più, dopo i giganti asiatici e dell’Est, si incontrano nomi insospettabili come Moldavia, Ucraina, Lituania, Cipro e Stati Uniti, seguiti da Libia, Costa Rica e Australia, dove evidentemente la distanza tra un “ti amo” e un “ci lasciamo” è breve quanto un viaggio in autobus. Chiudono la lista Paesi come Francia, Belgio e Repubblica Ceca, dove l’amore, pur avendo un ottimo vino e buone intenzioni, non regge sempre alla prova della quotidianità.
La vera sorpresa, però, arriva da casa nostra: l’Italia non figura tra i 30 Paesi con più divorzi. Un risultato che potrebbe far pensare a una tenuta sentimentale più solida, anche se qualcuno direbbe che semplicemente ci si lascia… con calma. Forse è merito della nonna che ripete “i panni sporchi si lavano in casa”, o forse di un’arte tutta italiana nel trasformare la discussione in un’opera lirica.
In ogni caso, tra una crisi e un piatto di pasta, l’amore tricolore sembra resistere più del previsto — e, in un mondo dove le statistiche cambiano più velocemente dei sentimenti, non è poco.
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