Fonte: Pexels
C’è chi affronta traffico, email aggressive e discussioni familiari con apparente calma, e chi invece accumula tensione fino a esplodere. Secondo uno studio pubblicato su Acta Psychologica e guidato da Thalles Guilarducci Costa della Federal University of Goiás, la differenza potrebbe dipendere dalla forma cardiorespiratoria.
La ricerca ha coinvolto 40 giovani adulti sani tra i 18 e i 40 anni. Dopo aver valutato il loro livello di fitness in base ad abitudini di esercizio, età, indice di massa corporea e sesso, i partecipanti sono stati divisi in due gruppi: sopra e sotto la media. In laboratorio hanno osservato immagini neutre e poi scene disturbanti, mentre i ricercatori misuravano frequenza cardiaca, ansia e rabbia prima e dopo l’esposizione.
I risultati sono stati netti. Le persone con bassa forma fisica hanno mostrato aumenti molto più marcati di ansia e rabbia. In particolare, chi era sotto la media presentava un rischio del 775% più alto di passare da livelli moderati ad alti di ansia dopo aver visto contenuti negativi.
Non si tratta solo di nervosismo momentaneo. I partecipanti meno allenati avevano anche livelli di ansia più elevati nella vita quotidiana rispetto ai più in forma. Inoltre, tendevano a esprimere la rabbia con maggiore facilità e a controllarla con più difficoltà, soprattutto se inclini a esternarla.
L’attività aerobica regolare non rafforza solo muscoli e cuore. Migliora la gestione del sistema di risposta allo stress, rende il sistema nervoso più equilibrato e favorisce un recupero più rapido dopo eventi emotivamente intensi. L’aumento del flusso sanguigno cerebrale e la promozione di nuove connessioni neuronali contribuiscono a una migliore regolazione emotiva.
Secondo gli autori, l’esercizio può rappresentare una strategia non farmacologica per la gestione della rabbia e dell’ansia. A differenza dei farmaci, non comporta effetti collaterali negativi e può essere efficace anche con una singola sessione, mentre la pratica costante offre una protezione più stabile.
C’è però un paradosso. L’ansia tende a ridurre la motivazione all’attività fisica. Più ci si sente sopraffatti, meno si ha voglia di muoversi. Questo abbassa ulteriormente il livello di fitness, aumentando la vulnerabilità emotiva e alimentando un circolo vizioso.
Leggi anche: Lo dice la scienza: l’attività fisica migliora l’umore dell’essere umano
Al contrario, mantenere un’abitudine all’esercizio crea un effetto opposto: maggiore resilienza emotiva, minori picchi d’ansia e più probabilità di continuare ad allenarsi anche nei periodi difficili. In un contesto in cui i disturbi d’ansia hanno costi sanitari miliardari e un impatto significativo su qualità della vita e salute cardiovascolare, la forma fisica potrebbe essere uno degli strumenti più accessibili per rafforzare anche la mente.
Share