Chindogu: l’arte di inventare oggetti utili ma inutilizzabili

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Chindogu: l’arte di inventare oggetti utili ma inutilizzabili

| 12/09/2019
Chindogu: l’arte di inventare oggetti utili ma inutilizzabili

Come potete immaginare, il Chindogu non è una pratica come un’altra.

Tutti prima o poi sognano di diventare inventori. Fior fior di bambini che avvitano, svitano, incollano e assemblano le invenzioni più adorabili che un dolce frugoletto possa mai concepire. Ma se quando eravate piccoli vostra madre non ha mai esposto una vostra opera d’ingegno in bella vista su una mensola, potrebbe essere il vostro momento per prendervi una bella rivincita.

Perché se pensate che le vostre invenzioni siano fallimentari, potreste sempre optare per il Chindogu. Questa strabiliante, ingegnosa e tutto sommato inutile arte si basa sulla possibilità di riuscire a creare “oggetti utili ma inutilizzabili”. A guardare le invenzioni create ad hoc ci verrebbe da dire più “inutili ma abbastanza utilizzabili”!

La forchetta a motore, ad esempio. Se non si contano gli schizzi potrebbe essere del tutto fattibile l’utilizzo di un attrezzo del genere. Ma dopotutto chi mai ne desidererebbe una? D’accordo, probabilmente chiunque di voi. Ma vi capiamo. Dopo le opere d’arte di Katerina Kamprani e le invenzioni di Matt Benedetto, chi non vorrebbe portarsi a casa un’opera di design come queste?

Ma state ben attenti: il Chindogu non è mica uno scherzo! Il suo creatore, l’ingegnere Kenji Kawakami, l’uomo che inventò tale arte sopraffina nel 1980, l’ha corredata di un decalogo piuttosto particolareggiato. Dopotutto ogni scienza ha le sue regole, non vi pare? Andiamo a scoprirle insieme.

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