La Cina torna a fare i tamponi rettali in vista delle Olimpiadi invernali

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La Cina torna a fare i tamponi rettali in vista delle Olimpiadi invernali

| 24/01/2022
Fonte: Pexels

In Cina tornano i tamponi rettali

  • Tra due settimane a Pechino inizieranno le Olimpiadi invernali
  • In vista di questo appuntamento la Cina punta a tenere sotto controllo i casi di Covid
  • Perciò ha deciso di “risfoderare” i tamponi rettali tanto contestati
  • Secondo un media locale sono stati nuovamente utilizzati
  • Non è chiaro però se saranno sottoposti a questo test anche gli atleti

 

Tutto il popolo cinese pensava di essersene liberato e invece no, il Paese asiatico ha deciso di ritornare alle “vecchie abitudini”. Di cosa stiamo parlando? Della pratica di sottoporre le persone ai tamponi rettali. Tutta colpa delle Olimpiadi invernali di Pechino che partiranno il 4 febbraio. A due settimane dal via, infatti, il governo è intenzionato a mantenere ai minimi storici la trasmissione del Covid. E così ecco che ha deciso di “rispolverare” questi particolari test.

A riferirlo è il giornale locale The Beijing News secondo cui le autorità hanno chiesto a più di due dozzine di persone di sottoporsi a tamponi rettali per verificare la presenza del virus dopo che una donna di 26 anni che abita nel loro edificio è risultata positiva. Per chi non se li ricordasse, il tampone rettale è molto simile a un test PCR o antigenico rapido, se non fosse per la “collocazione”. Viene infatti inserito da tre a cinque centimetri all’interno del retto di una persona. A questo punto si procede come un normalissimo tampone. Lo si invia ad un laboratorio per essere analizzato e vedere se ci sono tracce di Covid nelle feci del paziente.

Non è chiaro se gli atleti saranno sottoposti a tamponi rettali o meno

Seppur possa essere alquanto inquietante come metodo, pare che sia funzionale. Un documento di ricerca sul metodo ha evidenziato come un team dell’Istituto di Virologia di Wuhan, Accademia Cinese delle Scienze, lo abbia suggerito molto presto. “Hanno indagato su pazienti di un ospedale locale che erano stati infettati dalla SARS-CoV-2 e hanno trovato la presenza della SARS-CoV-2 nei tamponi rettali e il 75% (6/8) di questi era positivo rispetto a 4/8 (50%) dei tamponi orali che erano positivi in una fase successiva dell’infezione, suggerendo lo spargimento del virus e quindi la trasmissione attraverso la via orale-fecale” si leggeva nel rapporto.

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Secondo quanto riferito, questo metodo di test è stato utilizzato solo per i gruppi chiave nei centri di quarantena perché è parecchio scomodo per coloro che lo ricevono. Infatti era finito nel passato al centro delle polemiche ed era stato accantonato, fino ad ora. Non è tuttavia chiaro se gli atleti in arrivo e le loro squadre saranno sottoposti a tampone rettale quando arriveranno a Pechino per le Olimpiadi.

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