Cinque anni senza mai sedersi: la folle e dolorosa penitenza del monaco Daulat Giri Ji Maharaj [+VIDEO]

Il voto estremo dei Khareshwari per purificare l’anima mette a dura prova la circolazione e la pazienza dei medici

 

Mentre la maggior parte delle persone considera un traguardo insperato rimanere in piedi per l’intera durata di un concerto o di una fila alle poste, il monaco ascetico Daulat Giri Ji Maharaj ha deciso di non sedersi né sdraiarsi da ben cinque anni. Questa estrema dimostrazione di devozione fa parte di un voto solenne della durata complessiva di dodici anni, intrapreso per purificare la propria anima e avvicinarsi alla divinità Shiva. Il religioso appartiene alla setta indiana nota come Khareshwari, chiamati anche i Babas in piedi, i cui membri scelgono la stazione eretta prolungata come via di espiazione.

Per riuscire a completare questa estenuante penitenza senza crollare al suolo, gli asceti si avvalgono di supporti fisici come corde, altalene e imbracature speciali progettate appositamente per sostenerli quando le gambe cedono. I filmati diffusi sul web mostrano l’uomo, noto anche come Dulal Giri Ji Maharaj, mentre riposa appoggiato a una struttura oscillante, mostrando arti inferiori visibilmente gonfi e anneriti dal ristagno sanguigno. Nonostante la mobilità ridotta, il monaco riesce ancora a compiere piccoli movimenti autonomi per i propri bisogni fisiologici, assistito costantemente dai volontari del tempio locale che si occupano delle sue necessità.

I severi avvertimenti dei medici sui rischi della gravità e i precedenti storici

La determinazione del religioso si scontra tuttavia con le rigide leggi della biologia, costringendo i medici a lanciare ripetuti allarmi sul rischio concreto di una futura amputazione. Rimanere immobili costringe infatti le vene degli arti inferiori a lottare duramente contro la forza di gravità per spingere il sangue verso il cuore, un compito reso impossibile senza l’azione di pompaggio dei muscoli polpacci. Questa prolungata assenza di movimento genera una pressione venosa elevatissima che si traduce inizialmente in gonfiori estremi e forti dolori, per poi degenerare in patologie letali come la trombosi venosa profonda.

Leggi anche: Un uomo ha vissuto per 82 anni senza mai vedere una donna

Nella cultura ascetica indiana, la vicenda di Daulat Giri Ji Maharaj richiama alla mente la storia altrettanto radicale di Amar Bharati, celebre per aver mantenuto il braccio destro sollevato sopra la testa ininterrottamente dal lontano 1973. Sebbene le conseguenze mediche di queste scelte rasentino l’autodistruzione fisica, i fedeli continuano a venerare queste imprese spirituali come prove supreme di controllo della mente sul corpo. Nel frattempo, i sanitari monitorano con preoccupazione le condizioni del monaco, il quale deve affrontare altri sette anni in equilibrio verticale prima di sciogliere il proprio voto.

Share