La storia incompresa e travisata della cintura di castità

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La storia incompresa e travisata della cintura di castità

| 06/07/2020
La storia incompresa e travisata della cintura di castità

La cintura di castità: storia vera o semplice leggenda?

  • La popolarità della cintura di castità è iniziata nel Medioevo, durante le Crociate
  • Metodo improbabile per impedire rapporti, pare che il marito lo facesse indossare alla consorte prima dei suoi lunghi mesi in guerra o per mare
  • Più simile ad un capo di biancheria che ad una cintura, il marchingegno in questione potrebbe non essere mai esistito
  • Gli esemplari conservati nei musei potrebbero essere prototipi creati per scherzo e presumibilmente mai utilizzati
  • Lo storico Albrecht Classen, infatti, reputa la cintura di castità più una metafora che un manufatto vero e proprio

Tutti sappiamo in cosa consista una cintura di castità. La mutanda di metallo con il lucchetto era infatti utile a non far cadere in tentazione la propria consorte durante i lunghi mesi in guerra, in viaggio, durante le Crociate o in avanscoperta di nuove terre lontane. Nell’epoca arcaica nella quale i viaggi duravano anni interi, la cintura di castità ha finito per affollare testi medievali e fonti più o meno umoristiche, riuscendo a giungere sino a noi in maniera più o meno standardizzata. Niente rapporti e niente autoerotismo: solo cacca e pipì da minuscoli forellini.

E mentre esemplari più o meno arzigogolati affollano i musei di tutto il mondo, quanto c’è di vero dietro la reputazione infausta di questo capo di biancheria di metallo? La popolarità della cintura pare sia nata durante le Crociate. Il marito bisognoso di fedeltà portava via la chiave del manufatto, impedendo alla donna qualsiasi avance non richiesta. Secondo lo storico medievale Albrecht Classen, però, l’esistenza tangibile di un marchingegno del genere non sarebbe altro che una favola. Un mito, nato probabilmente all’interno di testi religiosi.

Bisognerebbe interpretare i testi religiosi; nessuna eccezione per quanto riguarda la cintura di castità.

La cintura di castità, menzionata in scritture sacre, era molto probabilmente più un’idea astratta che un manufatto concreto. Una metafora, insomma, nata dalla genuina speranza di riuscire a preservare verginità e fedeltà delle donzelle con un marito lontano. Secolo dopo secolo, testi ed illustrazioni dell’accessorio in questione hanno continuato a viaggiare in lungo e in largo, mai prese sul serio dagli uomini dell’epoca. Il mito immortale della cintura sarebbe poi da rintracciarsi in una paura del tempo: quella secondo cui la donna si sarebbe volentieri lasciata andare con un uomo più giovane.

Un modo per esorcizzare tale timore, burlarsi dei compari e raccontarsi barzellette tra compagni di bevute. Secondo il dottor Classen, persino i numerosi esemplari sparsi in tutto il mondo non sarebbero altro che manufatti-scherzo, creati più per gioco che con il preciso intento di essere utilizzati su di una povera sventurata. Che la castità della consorte sia stata presa fin troppo seriamente durante determinati periodi storici è fatto ormai scontato. Nonostante ciò, niente proverebbe che siano stati impiegati aggeggi di tortura come questo per perseguire il mito della donna casta, pura e soprattutto fedele.

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