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La nuova edizione dell’Happy City Index 2026 conferma una tendenza ormai evidente: il benessere urbano si concentra sempre più nel Nord Europa. Lo studio, presentato a Londra dall’Institute for Quality of Life, valuta le città in base a salute, mobilità, inclusione sociale e qualità dei servizi, delineando una mappa globale piuttosto netta.
Il risultato è una fotografia senza sfumature: dove le politiche urbane sono più strutturate, la percezione di benessere cresce; dove invece i sistemi sono più fragili, la classifica scivola verso il basso. Non si tratta solo di comfort, ma di una combinazione di fattori che influenzano la vita quotidiana in modo concreto.
Per l’Italia la situazione è poco incoraggiante. Le principali città si collocano lontano dalle prime posizioni, con Napoli e Salerno oltre il 200 posto, seguite da Bari e Messina in posizioni comunque basse. Anche grandi centri come Roma e Milano non brillano, restando ben distanti dalle aree di eccellenza.
La prima città italiana a comparire più in alto è Bologna, che si ferma comunque al 73 posto, fuori dalla top 50 globale. Subito dopo si trovano Parma e Milano, mentre Verona e Roma occupano posizioni intermedie ma lontane dai vertici della classifica.
Scorrendo la graduatoria, emerge un blocco compatto di città del Nord Europa. Copenaghen guida la classifica mondiale, seguita da Helsinki e Ginevra. Anche città come Uppsala, Trondheim, Berna e Malmö occupano stabilmente le prime posizioni, confermando un modello urbano ritenuto particolarmente efficace.
Tra queste realtà si inserisce anche Tokyo, unica metropoli non europea nella parte alta della classifica, capace di raggiungere il quinto posto grazie a un equilibrio tra efficienza e qualità dei servizi urbani.
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Il quadro complessivo evidenzia una distribuzione molto sbilanciata del benessere urbano. Le città che ottengono i punteggi più alti condividono caratteristiche comuni: politiche sociali avanzate, infrastrutture efficienti e forte attenzione alla qualità della vita. Il risultato finale della classifica conferma quindi una tendenza già nota: il benessere urbano non è uniforme, ma dipende da scelte politiche e strutturali che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini.
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