[CM ARTE] Analisi ignorante dell’opera: “Nascita di Venere” di Botticelli.

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Oramai siamo diventati dei critici d’arte a tutti gli effetti, ed è giunto il momento di descrivere le opere più famose del mondo per ciò che veramente sono. Oggi è toccato al quadro “Nascita di Venere”, di Sandro Botticelli.

 

Nascita di Venere, Sandro Botticelli, 1482-1485

L’opera è stata dipinta su un numero infinito di pezzi di carta igienica, assemblati con cura in modo da nascondere le cuciture e rendere un tutt’uno il lavoro finito. I colori sono caldi e tendenti al chiaro, e donano all’opera la luminescenza necessaria per mascherare, in realtà, il fastidio che si cela all’interno. Lo stile è riconducibile a quello del Realismo. Lo possiamo notare dalla cura con cui i fatti sono esposti nella rappresentazione: è ormai appurato che i bambini nascano da una conchiglia gigante, alti direttamente un metro e settanta. Ma non restiamo sul superficiale ed andiamoci ad inoltrare meglio nei dettagli:

FRAMMENTO #1

In questa scena è possibile osservare un personaggio furioso, che nient’altro è che Ernesto, ex marito di Venere. Dopo aver scoperto i vari tradimenti dell’ex moglie, Ernesto fugge con la nuova compagna sputando addosso a Venere, in segno di sdegno. Il fatto che abbia le ali e che semini fiori in giro è un atto volontario dell’artista per incrementare il pathos generale.

FRAMMENTO #2

Al centro del quadro troviamo Venere, in tutto il suo splendore. Essa si fa portatrice dei canoni di bellezza femminili mondiali. Le curve sono morbide, la posa naturale. I capelli sono lunghi quanto l’autostrada A24 e terminano con un perfetto raccordo per coprire la zona inguinale. La posizione immobile in piedi su una conchiglia e l’esposizione alla luce del sole alle sue spalle per oltre 500 anni, non spiegano la colorazione della pelle bianco necrosi. Probabilmente uno dei più grandi malintesi artistici di sempre.

L’ultimo frammento è anche il più drammatico di tutta la sequenza. La madre di Venere, Giovannona, si accorge troppo tardi dei nefasti effetti di essere andata a letto con un crostaceo. Con un movimento agile quanto un elefante alla cavallina, tenta invano di coprire quell’aborto con le gambe che sostiene essere la figlia. Una storia davvero drammatica, che mette in luce la visione negativo-pessimistica dell’artista riguardo alla vita in generale.

 

VUOI DIVENTARE ANCHE TU UN CRITICO D’ARTE? GUARDA ANCHE: Analisi ignorante dell’opera – “Guernica”, Pablo Picasso.

 

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