L’esperimento russo sulla privazione del sonno

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L’esperimento russo sulla privazione del sonno

| 07/05/2018
L’esperimento russo sulla privazione del sonno

Alla fine degli anni Quaranta, alcuni scienziati russi tennero svegli cinque uomini per due settimane, usando un gas sperimentale a base di stimolanti. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, vi proponiamo questo racconto che è senza dubbio uno dei più macabri ed affascinanti di sempre.

Le cavie furono segregate in un ambiente chiuso ermeticamente in modo da poterne controllare con precisione i livelli di ossigeno. Il gas infatti, se inalato in alte concentrazioni, avrebbe potuto ucciderli in pochi secondi. A quell’epoca non esistevano le telecamere a circuito chiuso, quindi le cavie vennero controllate per mezzo di alcuni microfoni e attraverso delle piccole finestrelle di vetro particolarmente spesso da cui si poteva guardare dentro la camera. Nella camera c’erano libri, alcune brandine prive di coperte, acqua corrente, un bagno e abbastanza cibo essiccato da sfamare le cinque cavie per un mese.

esperimento russo sulla privazione del sonno

Le cavie dell’esperimento erano prigionieri politici incarcerati durante la Seconda Guerra Mondiale. Per i primi cinque giorni “andò tutto bene”, le cavie non si lamentarono poiché era stato promesso loro (ingannevolmente) che sarebbero stati liberati se si fossero sottoposti al test e non avessero dormito per trenta giorni. Le loro conversazioni e attività furono controllate e gli scienziati notarono che le cavie iniziarono a parlare di incidenti sempre più drammatici riguardo il loro passato e che, superato il quarto giorno, il tono generale dei loro discorsi divenne sempre più triste e malinconico.

esperimento russo sulla privazione del sonno

Passati cinque giorni le cavie iniziarono a rimpiangere le circostanze e gli eventi che li avevano portati a essere rinchiusi in quel posto e cominciarono a manifestare delle gravi paranoie. All’improvviso smisero di parlare tra loro e incominciarono, a turno, a sussurrare ai microfoni e attraverso le finestrelle a specchio. Stranamente, sembrava che tutte le cavie fossero convinte di riuscire a persuadere gli scienziati di essere migliori dei loro compagni di sventura, le altre persone chiuse in cattività con loro. Inizialmente, gli scienziati supposero che fosse un effetto collaterale del gas.

Passa alla prossima pagina per scoprire come continua questo terrificante racconto (e prima che tu finisca involontariamente a far parte di un’esperimento foggiano sulle lamate)

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