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Rompere con qualcuno non è mai una passeggiata. C’è chi si presenta con un discorso preparato e chi sparisce come Houdini. Ma se pensavi che ognuno inventasse il suo stile, ti sbagliavi di grosso. Secondo una ricerca dell’Università di Nicosia, le persone tendono a chiudere le relazioni scegliendo tra tre grandi strategie: addolcire il colpo, prendersi una pausa o evitare il confronto. Più che creatività, qui si parla di tendenze condivise.
Lo studio ha analizzato 45 modalità diverse di rottura, ma la regina incontrastata è quella gentile. L’86% delle persone preferisce spiegare, assumersi responsabilità e convincere entrambe le parti che forse, sì, si sta meglio separati. Una specie di “lasciamoci, ma con stile”. Un po’ come dire: ti lascio, ma in modo empatico.
Se invece sei uno di quelli che dice “prendiamoci un attimo per capire” quando in realtà sai già benissimo che è un addio, allora rientri nella seconda categoria: quella dei temporeggiatori. Solo il 24% sceglie questa via, ma è pur sempre una percentuale significativa. Chiamarla onestà è forse troppo, ma almeno non è ghosting.
Già, il famigerato ghosting: quella tecnica di sparizione silenziosa usata dal 16% dei partecipanti. Zero spiegazioni, zero messaggi, solo un vuoto digitale. È una strategia che evita litigi, ma aumenta l’uso compulsivo del tasto aggiorna chat.
Chi sceglie il ghosting non è per forza un mostro. Certo, chi ha tratti psicopatici tende a scaricare la colpa sull’altro. E chi è un po’ machiavellico preferisce metodi freddi e calcolati. Ma la personalità, tutto sommato, conta poco. I ricercatori hanno scoperto che le differenze tra uomini e donne, giovani e meno giovani, empatici e più ego-riferiti sono minime.
Questo vuol dire che, sotto sotto, rompiamo tutti allo stesso modo. Forse perché i modelli culturali ci condizionano più di quanto immaginiamo. Anche chi ha letto tutti i manuali sull’intelligenza emotiva può ritrovarsi a dire “non sei tu, sono io” con l’espressività di un tutorial su YouTube.
Alla fine, lo studio ci dice che non è solo importante come amiamo, ma anche come lasciamo andare. E che spesso, nella rottura, emerge la vera natura del legame. Chi cerca di addolcire il colpo non lo fa solo per il bene dell’altro, ma anche per evitare sensi di colpa. Chi evita il confronto, magari, teme più il conflitto che la solitudine. E chi propone una pausa spesso spera che l’altro colga il messaggio senza bisogno di dirlo apertamente.
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Capire queste dinamiche è utile non solo a chi è in cerca di risposte post-rottura, ma anche a psicologi e professionisti delle relazioni. Perché dietro ogni “è finita” c’è un piccolo manuale di sopravvivenza emotiva. E, a quanto pare, seguiamo quasi tutti lo stesso indice.
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