Come si diventa ape regina? La risposta è negli “interruttori” segreti del DNA

Un team di scienziati giapponesi svela i meccanismi genetici che decidono il destino delle larve nell’alveare

 

La vita sociale all’interno di un alveare è una delle monarchie più rigide e affascinanti della natura, eppure la genetica di partenza è democratica. Tutte le larve delle api possiedono lo stesso identico genoma, ma per alcune il destino riserva lo scettro di sovrana, mentre per la stragrande maggioranza si prospetta una vita di incessante lavoro operaio. Gli scienziati si sono chiesti a lungo cosa determinasse questa netta separazione di ruoli durante lo straordinario processo biologico della metamorfosi.

Oggi, un gruppo di ricerca guidato dall’Università di Hiroshima ha finalmente trovato la risposta decodificando gli “interruttori molecolari” del DNA. I ricercatori hanno concentrato le loro attenzioni sulle sequenze enhancer, specifiche regioni genomiche che regolano l’attivazione e la forza dei geni vicini. Grazie a questa scoperta, la transizione che porta le larve a svilupparsi in adulti morfologicamente e socialmente così diversi non è più un segreto insondabile.

La tecnologia CAGE accende la luce sugli interruttori del DNA

Per ottenere questi risultati, il team guidato dal professor Hidemasa Bono ha abbandonato le sole previsioni computazionali basate su modelli teorici al computer, che finora non offrivano prove dirette. Gli scienziati hanno invece utilizzato l’innovativa tecnologia CAGE, acronimo di Capp-Analysis of Gene Expression, per mappare l’attività degli enhancer direttamente sulle api operaie reali (Apis mellifera). Questo approccio ha permesso di isolare le prime sequenze di mRNA e di mappare sul genoma i siti di legame dei fattori di trascrizione.

Attraverso questo meticoloso lavoro di sequenziamento, il team giapponese ha individuato la posizione esatta di 842 potenziali sequenze enhancer attive. Come spiegato dal primo autore dello studio, Kouhei Toga, fornire prove sperimentali di questi interruttori è prezioso per comprendere l’evoluzione della complessa socialità delle api. I ricercatori hanno così classificato 17.349 siti di inizio della trascrizione in cinque categorie, restringendo il campo a sole 15 specifiche relazioni regolatrici che governano l’intera metamorfosi.

Le prossime sfide scientifiche per salvare gli impollinatori del pianeta

Nonostante il successo nell’applicazione della tecnologia CAGE, la ricerca coordinata dall’ateneo giapponese non è ancora conclusa e necessita di ulteriori test di validazione. Il gruppo di scienziati punta infatti a effettuare diversi test biologici complementari per definire un quadro ancora più completo e blindato delle reti di regolazione genica che controllano lo sviluppo. Questo studio è stato interamente finanziato dal Center of Innovation for Bio-Digital Transformation (BioDX) e dal programma di ricerca congiunto RIKEN-Università di Hiroshima.

Leggi anche: Le api producono cariche elettriche come un temporale

L’obiettivo finale di queste fatiche di laboratorio va ben oltre la semplice curiosità accademica sulla gerarchia dell’alveare. Come sottolineato dallo stesso Bono, comprendere a fondo i meccanismi molecolari dello sviluppo delle api operaie ha implicazioni cruciali per l’agricoltura e la conservazione degli ecosistemi globali. Questi insetti sono i principali impollinatori di colture chiave come le fragole, e proteggere la loro struttura sociale significa proteggere la sicurezza alimentare dell’intero pianeta.

 

Share