Fonte: YouTube
Lavarsi i denti è uno di quei gesti automatici che sulla Terra non richiedono alcuna riflessione. In orbita, invece, diventa una piccola dimostrazione pratica di fisica applicata. L’assenza di gravità trasforma una routine banale in un esercizio di precisione, attenzione e adattamento continuo.
Sulla Stazione spaziale internazionale, nulla funziona come a casa. I liquidi non cadono, non scorrono e non scompaiono in uno scarico. Restano sospesi, pronti a fluttuare ovunque se non vengono controllati. Anche per questo l’igiene personale assume un significato diverso, più consapevole e meno scontato.
Nel 2013 l’astronauta canadese Chris Hadfield, allora comandante della spedizione 35, ha mostrato in un video come ci si lava i denti nello Spazio. Niente effetti speciali, solo una dimostrazione chiara di come la quotidianità cambi radicalmente lontano dalla Terra.
L’acqua viene conservata in una sacca speciale. Basta una leggera pressione e una minuscola quantità esce dalla cannuccia, formando immediatamente una bolla fluttuante. È la tensione superficiale a tenerla insieme, mentre resta sospesa in attesa di essere intercettata dallo spazzolino.
Lo spazzolino e il dentifricio sono sorprendentemente comuni. Gli astronauti utilizzano prodotti standard, spesso condivisi tra i membri dell’equipaggio. La differenza arriva alla fine del lavaggio, quando sulla ISS non esiste alcun lavandino.
La schiuma non può essere sputata, quindi viene ingerita, insieme all’acqua del risciacquo. Il dentifricio è formulato per essere commestibile e sicuro, anche se non tutti trovano l’esperienza particolarmente piacevole.
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Nel 2020 anche Samantha Cristoforetti ha raccontato questa routine in un video dell’ESA. La sua spiegazione aggiunge un dettaglio molto concreto: deglutire il dentifricio non è sempre facile e richiede un po’ di abitudine. Lavarsi i denti nello Spazio è un esempio di come ogni gesto diventi intenzionale in orbita. Anche prendersi cura di sé richiede attenzione, rispetto dell’ambiente e una buona dose di pazienza. Tra bolle d’acqua e spazzolini fluttuanti, la vita nello Spazio passa anche da qui, da una routine che continua a esistere, ma in una forma completamente nuova.
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