Coming out

Avete mai avuto paura di essere voi stessi con le persone che amate di più? Io sì. Mi chiamo Pietro, ho 22 anni e sono siciliano, ma vivo al Nord per studiare. Da quando mi sono trasferito, ho finalmente trovato il coraggio di accettarmi per quello che sono: un ragazzo gay. Ci ho messo mesi per raccogliere la forza di dirlo a mia madre, Giusy, che è sempre stata una persona molto religiosa e tradizionalista. Sapevo che non sarebbe stato facile, ma non potevo più continuare a nascondermi. Così, dopo mille esitazioni, le ho scritto un messaggio. Pensavo che forse, con le parole giuste, avrebbe capito. E invece… non potevo sbagliarmi di più. La sua reazione è stata un misto di shock, delusione e rabbia. Secondo lei sono confuso, è colpa del Nord, e mi propone soluzioni assurde per “guarire”: pellegrinaggi, benedizioni, preghiere. E guai a dirlo a mio padre, altrimenti mi “uccide”. Sto cercando di rimanere calmo, ma sento che questa situazione mi sta scivolando di mano. Ci sto molto male, anche se cerco di non darlo a vedere a lei per rimanere forte nella mia posizione. Sono io quello sbagliato? O è lei che non vuole vedere?

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Il nostro follower Pietro, un ragazzo siciliano di 22 anni che studia al Nord, ha condiviso la sua difficile esperienza nel rivelare la propria identità sessuale alla famiglia. Da quando si è trasferito lontano dalla Sicilia per motivi di studio, l’amico ha finalmente trovato il coraggio di accettarsi per quello che è: un ragazzo gay. Il distacco geografico dalla famiglia gli ha permesso di esplorare e abbracciare la sua vera identità, ma al tempo stesso ha dovuto affrontare la sfida di comunicarlo ai suoi cari rimasti al Sud.

Dopo mesi di riflessioni e preparazione mentale, Pietro ha deciso di scrivere un messaggio alla madre Giusy per confessarle la sua omosessualità. La nostra fan sapeva che non sarebbe stato semplice, considerando la natura molto religiosa e tradizionalista della genitrice, ma sentiva di non poter più continuare a nascondersi. Nonostante avesse scelto accuratamente le parole, sperando che la madre potesse comprendere la sua situazione, la reazione è stata completamente diversa da quella sperata.

La risposta di Giusy è stata caratterizzata da shock, delusione e rabbia. La donna ha attribuito l’orientamento del figlio a una confusione mentale causata dal trasferimento al Nord, proponendogli soluzioni che considera risolutive come pellegrinaggi, benedizioni e preghiere per ‘guarire’. Inoltre, ha minacciato gravi conseguenze se il padre venisse a conoscenza della situazione. Il nostro amico sta cercando di mantenere la calma e di apparire forte davanti alla madre, ma internamente sta vivendo un periodo molto difficile, interrogandosi se sia lui quello sbagliato o se sia la genitrice a non voler accettare la realtà.

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